Gazzetta di Modena

“Incatenata” per bloccare i danni del terremoto

“Incatenata” per bloccare i danni del terremoto

La parte più alta era in precarie condizioni: ecco come è stato eseguito l’intervento per consolidarla

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Le precarie condizioni della parte più alta della torre, aggravate dalle scosse sismiche del 2012, hanno imposto un intervento di recupero a contrasto dei processi di distacco e fessurazione in atto, “mediante una doppia cerchiatura, da realizzarsi al livello del piano di guardia e alla base della copertura”.

La cerchiatura inferiore, realizzata in profilati in acciaio che lavorano come catene, è stata posta, grazie ad un accurato smontaggio di una porzione limitata di pavimentazione antica, al di sotto del piano di calpestio del Piano di Guardia. Infine la parte superiore è costituita da un cordolo-dormiente in legno alla sommità della muratura, così da assicurare una buona collaborazione tra i setti perimetrali. “Sul dormiente si è imposta la nuova orditura lignea del tetto, a sostituzione della precedente in avanzato stato di degrado. All'interno si sono ristabilite le connessioni mediante placcaggi e cuciture tra i setti divisori e le murature perimetrali. Ai fini strutturali si affianca l’intento di rendere leggibili le fasi edilizie della torre, che ne hanno accompagnato vicende e utilizzi. In quest'ottica è stata eseguita la riapertura, ove possibile, delle originarie caditoie, il recupero “archeologico” di elementi dell’alloggio del custode quali canne fumarie, lavello, braciere, vivandiere a muro, latrina, che raccontano la storia materiale della torre”.

A questi interventi si è aggiunto il recupero e il restauro degli intonaci di facciata, tracce superstiti dell’apparato decorativo, che rese la rocca una dei massimi esempi di architettura castellana nel territorio estense.

Grazie al cantiere in corso si sono aggiunte nuove informazioni che hanno consentito di approfondire la conoscenza sulla natura e consistenza delle murature e degli intonaci, “confermando così e in alcuni casi ridefinendo le previsioni progettuali in opera”.

Il progetto ha inoltre previsto il consolidamento della muratura in laterizio e anche la rimozione di elementi “incongrui”, il consolidamento della muratura e la realizzazione di un nuovo piano in laterizio con mattoni di recupero. Il responsabile del progetto è Vincenzo Vandelli con la Progettisti associati di Sassuolo, mentre i lavori sono eseguiti da Candini Arte che ha vinto una gara indetta dalla fondazione.

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