Gazzetta di Modena

La prima immagine è un affresco del 1550

La prima immagine è un affresco del 1550

L’edificio ha subito nei secoli diverse modifiche, fino a diventare una galera per i prigionieri politici

2 MINUTI DI LETTURA





La torre del Pennello fa parte dell'ampliamento della rocca voluto, intorno al 1410, da Uguccione Contrari. La torre è stata edificata tra il 1416 e il 1419, la sua evoluzione nel tempo è illustrata soprattutto dalle testimonianze iconografiche riguardanti il castello.

La prima immagine del Pennello sinora conosciuta risale agli anni compresi tra il 1550 e il 1560, si tratta di un affresco che rappresenta Vignola circondata dalle mura e dominata dalla mole della rocca stessa. Nell’affresco di Giovanni Battista Fiorini, artista bolognese, la torre è raffigurata con una garitta che la sovrasta sporgendo dal tetto; sulla torre Nonantolana, a fianco, si può osservare la stessa struttura sommitale, edificata con tutta probabilità nel 1404.

Una veduta della Rocca successiva al 1776 mostra, sopra il tetto della Torre del Pennello, una garitta e un piccolo camino, mentre la torre Nonantolana non presenta più alcun apparato emergente dalla copertura. Domenico Belloi, cronachista vignolese attivo tra il XVII e XVIII secolo è il primo autore sinora conosciuto che impiega la denominazione della torre per identificare il torrione situato nell’angolo sud occidentale del perimetro castellano. Tale appellativo può essere spiegato solo dalla presenza della originaria garitta spiccante sul tetto, che si conservò sino ai primissimi decenni dell’Ottocento.

Nel 1903, l’aspetto della torre è mutato: una foto dell'epoca, infatti, mostra sul tetto solo un piccolo abbaino, mentre i beccatelli della facciata orientale del torrione sono parzialmente occultati da un condotto di scarico che percorre tutto l’edificio verso il basso.

La fotografia dimostra che tra l’inizio dell’Ottocento e i primi anni del secolo successivo la Torre del Pennello è stata oggetto di alcuni importanti interventi di trasformazione, tra cui la rimozione della garitta.

Nel giugno 1816, il governo austro-estense, preoccupato per il diffondersi delle febbri carcerarie, fece ispezionare le sei prigioni della rocca, decidendo di adattare nuovi locali più ventilati in cui chiudere i prigionieri alla catena durante il giorno. È molto probabile che in tale occasione si sia deciso di adibire a carcere per i detenuti politici le stanze della Torre del Pennello situate in corrispondenza del piano degli alloggi degli armigeri e dei camminamenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google