Gazzetta di Modena

Ranieri: non partecipai al Pavarotti & Friends colpa dei mio manager

Ranieri: non partecipai al Pavarotti & Friends colpa dei mio manager

Sarà il popolare artista il protagonista della serata musicale «Un onore cantare a Modena per ricordare il Maestro»

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MODENA. Quest’anno Modena dedicherà a Luciano Pavarotti due iniziative. La prima è il tradizionale spettacolo gratuito di piazza Grande, domenica prossima, dedicato al carattere solare del Maestro: avrà come protagonista Massimo Ranieri.

Il 12 ottobre, nell'anniversario della nascita, si svolgerà il concerto a teatro Comunale, diretto da Riccardo Muti con l'orchestra Cherubini. Ranieri è particolarmente emozionato per questo evento.

«Non sarò solo io ad omaggiare il Maestro Pavarotti – spiega Massimo Ranieri – Ci sarà Vincenzo Grigòlo e i giovani cantanti emergenti della Fondazione Pavarotti. Io sono onorato di questa scelta anche perché conosco bene Nicoletta, la moglie del Maestro, che è venuta anche a Bologna a vedere il mio spettacolo “Sogno o son desto”. Probabilmente l'unico a non aver fatto Pavarotti & Friends forse sono io, - sorride - ma non per colpa mia, ma a causa del mio ex manager che non ebbe una giusta intuizione. Era la prima edizione e Pavarottti mi mandò a chiamare. L'ex manager trovò delle scuse dicendo che ero impegnato. Forse agì così intuendo che non ci avrebbe guadagnato nulla».

Che tipo di spettacolo proporrai in piazza Grande?

«Ovviamente canterò le mie canzoni tra le quali “Perdere l'amore”, “Vent'anni”, “Erba di casa mia” e poi vedremo sabato durante le prove come muoverci. Sicuramente con il tenore Grigòlo faremo “Mamma” e non vi saranno parti recitate. Poi qualche sorpresa...».

Hai mai incontrato Pavarotti?

«L'ho conosciuto a Roma. Lui era al teatro dell'Opera per un impegno e io non mi persi neppure un minuto delle sue prove, perché era un'emozione ascoltarlo dal vivo. Fu l'occasione per conoscerci e per invitarlo in televisione al mio “Fantastico” del 1990. Lui, a causa degli impegni, non riuscì ad essere presente».

Cosa ti colpiva del Maestro?

«Innanzitutto la solarità, la bontà, la simpatia. Mi faceva tenerezza vedere quest'omone con una voce incredibile. Vedere Luciano cantare così, veniva quasi voglia di cambiare mestiere. Mi ha dato sempre emozioni forti».

Il tuo rapporto con l'opera?

«Io ho fatto cinque regie d'opera e c'è un feeling particolare».

Hai un'opera preferita?

«Sicuramente Carmen. È una storia di passione, di sangue, di morte. È meravigliosa e molto napoletana. Credo che sia la massima espressione di questi sentimenti. E poi c'è il Don Pasquale ma non so per quale motivo. Mi piacerebbe fare la regia di quest'opera».

Tu che sei un artista completo e poliedrico hai mai pensato di cimentarti con l'opera?

«Per carità, non diciamo eresie».

Lo spettacolo si tiene in piazza Grande, amatissima dal tenore, ma anche tu apprezzi la bellezza di questa città.

«Modena per me rimarrà sempre una città particolare perché ho debuttato con Strehler al Comunale. Erano le mie prime serate e sono rimasto sotto la Ghirlandina per ben due settimane. È una città fantastica ed è come una seconda casa. Ci torno spesso ed ogni volta è un'emozione».

Come sarà l'autunno di Massimo Ranieri?

«Diciamo quasi inverno visto che a gennaio tornerò in televisione. Questo autunno invece riprendo il Riccardo III a Roma per due settimane e c'è ancora qualche tappa di “Sogno o son desto”».

Nicola Calicchio

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