Il tenore Grigòlo a Modena: vi racconto il mio Pavarotti mentore e modello
Il tenore Vittorio Grigolo sarà ospite d'onore, assieme a Massimo Ranieri, nel concerto di domani in Piazza Grande a Modena in ricordo di Luciano Pavarotti. Una serata che è un appuntamento annuale...
MODENA. Il tenore Vittorio Grigolo sarà ospite d'onore, assieme a Massimo Ranieri, nel concerto di domani in Piazza Grande in ricordo di Luciano Pavarotti. Una serata che è un appuntamento annuale per la città ma che domani festeggerà anche l'ottantesimo anniversario dalla nascita del grande tenore modenese. Grigolo, che ha all'attivo una straordinaria carriera, avendo già calcato i i maggiori palcoscenici internazionali, offre ai lettori della Gazzetta un ricordo di Pavarotti.
Maestro Grigolo, lei ha cantato assieme a Pavarotti in una Tosca del 1990 a Roma, a quell'epoca aveva appena 13 anni. Che cosa ricorda di quell'occasione?
«All'epoca ebbi la grandissima fortuna di essere scelto, essendo solista del coro della Cappella Sistina, per eseguire il ruolo del pastorello nella Tosca di Puccini accanto a Pavarotti. Questo fu un sogno diventato realtà, poter condividere il palcoscenico con Luciano, ma soprattutto è stata una scoperta perché lui in quei momenti è stato con me un mentore. Nonostante i suoi impegni lui mi aspettava ogni sera fuori dal palcoscenico per darmi dei consigli. Ancora oggi porto con me una dedica che allora mi fece, dove mi scrisse su un libro “Vittorio, se studi e fai quello che devi diventerai primo. Un caro ricordo Luciano Pavarotti”. Una dedica meravigliosa che è quella che mi ha dato la forza per studiare e continuare a cantare».
Poi lo ha incontrato ancora quando era già in carriera?
«Sì, ricordo le parole che mi ha detto l'ultima volta che ci siamo incontrati a Pesaro, l'anno in cui è mancato, in una lezione incredibile prima del mio debutto a Washington nella Boheme. Mi disse: “Vittorio, non ho nessun accorgimento tecnico da dirti, solo ricordati che sei un signor tenore e di signori tenori non ce ne sono molti. Vai a Washington, prendi il successo che ti meriti e poi torna e faremo sicuramente delle bellissime cose insieme”».
Rispetto ad altri cosa le ha portato in particolare Pavarotti?
«Il grande regalo che porto ancora oggi con me è stato sicuramente l'attenzione per la dizione. Il suo insegnamento è stato quello di dare la possibilità di far comprendere le parole a tutti. Quello è il segreto e il trucco e forse la cosa più importante che ho “rubato” a Luciano e che mi porto dietro, l'attenzione alla dizione, e la massima cura nella parola e nell'espressione. Lui aveva una voce solare, e una chiarezza nitida nel linguaggio e in questo superava tutti».
Cosa ha pensato quando le hanno chiesto di partecipare al concerto di domani?
«Quando Nicoletta mi ha chiesto di partecipare ho aderito subito. In questa serata a Modena saremo, credo, tutti uniti nel ricordare una figura che ha portato avanti non solo il talento che gli è stato dato, ma soprattutto è stato portatore della cultura e della musica italiana, prendendo il testimone da altre grandissime voci del passato. A livello mondiale oggi Luciano è ancora nel cuore di tutti, un po' come i poeti che nell'antica Grecia erano coloro che cercavano di rimanere eterni attraverso l'arte. Penso che questa serata indichi proprio questo, che Luciano è eterno, è sempre fra noi e soprattutto è nel mio cuore».
Ranieri sarà con lei sul palcoscenico. Cosa canterete?
«Con Massimo Ranieri avevo già condiviso il palcoscenico alla trasmissione Rai “Sogno o son desto” ricordando anche in quell'occasione Luciano. Domani eseguiremo brani che Luciano amava moltissimo come “Voglio vivere così”, “Mamma” e non potrà mancare, un bel duetto di “O Sole mio”».
Chiara Bazzani
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