Il colore si fa fremiti di vita
Al Salotto Muratori opere di Ballestri, Barbieri e Muzzarelli
VIGNOLA. Sulla rappresentazione della realtà umana e delle cose si fonda la mostra, fino al 20 settembre (da giovedì a sabato 15.30-18.30, domenica anche 10-12), di Valeria Ballestri, Rosalba Barbieri e Nestore Muzzarelli a Vignola presso il Salotto di L. A. Muratori. Pittura di sobria modulazione formale è quella di Rosalba Barbieri che opera un'accorta meditazione sulla figura umana, passando in rassegna, con notazioni di grazia, gli affetti familiari legati alla sua bambina con la quale pare stabilire in un quadro un'amorevole vicinanza materna ma anche amicale. E il mondo dei piccoli si fa, come nel “parco per bimbi a Castellaro”, autentico processo di conoscenza che si estende a creature, non più giovani, di normale quotidianità (Anna con i gambaletti, donna con busta della spesa al mercato Albinelli, il bevitore...), in una configurazione che esalta il segno (ritratto dello zio), anche quando l'artista di Spilamberto si avvale di tecnica ad olio, portato a soluzioni di tenuità cromatica più rispondente alla comprensione dell'intimità. Il che riflette la formazione all'Istituto Venturi di Modena (grafica pubblicitaria) e all'Accademia di Bologna, dove Contini le è stato maestro. È indirizzata, invece, al paesaggio la ricerca di Nestore Muzzarelli (originario di Riccò, vive a Vignola, dove è stato imprenditore edile) che assomma le conoscenze degli insegnamenti di Claudia Tintorri e Marco Grimandi. Gli scorci assumono, con interventi a spatola, una connotazione naturalistica di luoghi visitati o solo reperiti da cartoline e altre immagini: dal Mar Rosso al lago d'inverno, dalla valle alla cascina, dal cielo alla terra. Emergono ritagli cromatici in una costruzione che restituisce i luoghi, con l'esigenza di offrire, secondo un ordine costruttivo, una testimonianza della realtà naturalistica. Si edificano su una struttura, dalla connotazione di libera geometria, le pitture di Valeria Ballestri che fa ricorso all'acrilico e all'olio per esplorare il paesaggio delle città. Una visione dinamica nella “danza del vento”, come negli scorci urbani, visti nei loro agglomerati e nei vortici degli edifici. La realtà rimane imprecisata, perché l'autodidatta vignolese sviluppa l'immagine secondo ritmi di assoluta libertà inventiva che rendono l'opera indefinita, astratta. In mostra ci sono anche dipinti del passato legati ad una maggiore aderenza alla realtà.
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