Gazzetta di Modena

La nuova soprintendente a Modena: «Ho grandi progetti per la Galleria Estense»

di Stefano Luppi
La nuova soprintendente a Modena: «Ho grandi progetti per la Galleria Estense»

Martina Bagnoli: «Valorizzeremo il patrimonio nei depositi: ascolterò i sogni dei colleghi»

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SASSUOLO. «Sto ascoltando i contributi e i sogni dei miei collaboratori che da tempo lavorano all'Estense, per vedere cosa si potrà fare con la collezione appena riallestita e con l'ampia parte in deposito. Con disegni, medaglie, stampe si potranno realizzare mostre-dossier».

L'esordio di Martina Bagnoli, il nuovo direttore della Galleria Estense in terra modenese, è avvenuto ieri al Palazzo Ducale di Sassuolo, sede distaccata del nuovo museo di Modena, per l'inaugurazione della mostra su Carlo Mattioli.

La Bagnoli negli ultimi anni ha lavorato a Baltimora ed è appena giunta in Italia, a Modena, dove ha deciso di risiedere con la famiglia.

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Ieri c'è stata la presentazione con il premier Renzi e il ministro Franceschini a Roma e oggi arriva qui, come la pare Palazzo Ducale?

«Mi pare un posto meraviglioso, un bene prezioso splendido e molto ben curato, una delle meraviglie d'Italia. Dia una occhiata ai soffitti seicenteschi alle prospettive: per questo luogo ho in mente progetti favolosi che speriamo di poter portare a termine».

Lei domani inaugura una mostra prestigiosa, la prima monografica modenese dedicata a Mattioli.

«Sono veramente felice di questa scelta che è stata fatta insieme alla responsabile del Festival Filosofia Michelina Borsari e alla responsabile del Segretariato dell'Emilia Romagna Sabina Magrini. Italo Calvino diceva che la memoria tiene insieme passato e futuro e questo suo concetto mi è venuto in mente vedendo questa mostra di Mattioli. Le parole di Calvino fanno da sfondo alla rassegna e del resto Mattioli realizza nelle sue opere il palinsesto che già si vedeva nei libri antichi. Dell'eredità del passato ha fatto la sua arte e non ci poteva essere argomento migliore per inaugurare i progetti futuri».

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La sede principale del suo lavoro è comunque la Galleria Estense di Modena, la conosce già?

«Sì, è impossibile per chi si occupa d'arte antica non conoscere l'Estense che ha una splendida collezione in un luogo restaurato pochi mesi fa. Sono stata molto fortunata e a Modena ho trovato una situazione di grande amore e cura del museo. Ora faremo in modo di dare un futuro brillante a questo luogo».

Si è fatto l'idea di cosa fare al museo?

«Vero è che la collezione è appena stata riallestita, ma larga parte di essa è conservata nei depositi, soprattutto quella fragile composta da disegni, grafica, monete e medaglie. Con questi materiali si possono fare mostre- dossier e ricerche. Ora sto ascoltando le proposte dei miei collaboratori, i loro sogni e i loro progetti, poi vedremo cosa potremo fare».

Intende lavorare con gli altri musei modenesi?

«Assolutamente sì, il nostro compito, come ha detto il ministro Franceschini, è creare un sistema di musei e attivare collaborazioni».

Quali le opere preferisce dell'Estense?

«Ci sono tanti capolavori, come Cosmè Tura, Bernini Velazquez, Tintoretto, Dosso Dossi».

 

 

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