Gazzetta di Modena

Se l’arte dialoga con la moda

di Michele Fuoco
Se l’arte dialoga con la moda

Al Castello dei Pio 10 autori trovano legami con la maglieria

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CARPI. La creatività avvera il legame profondo tra arte e moda. Una compenetrazione estetica che la mostra "Trame e e colori. Intrecci tra arte e maglieria", fino al 1 novembre, presso Palazzo Pio, verifica nel dialogo tra pitture, sculture, incisioni, installazioni e video di 10 artisti contemporanei e campioni di maglieria e di tessuti (30mila pezzi, con riviste e design) che formano a Carpi il "Labirinto della moda", un singolare archivio organizzato da Fashion Style e dal Comune, che racconta la storia della vivace economia del settore, dagli anni Sessanta ad oggi. Un modo per sostenere una libera coesistenza tra vitalità della moda e cultura visiva. È un patrimonio straordinario, un tempo di Citer, che «potrà diventare - sostiene Deanna Borghi, curatrice dell'archivio - un Centro di documentazione sulla moda per imprese, operatori del settore, studenti».

Carlotta Bertelli e Gianluca Guaitoli, Luigi Bertogalli, Giamprimo Bertoni, Dario D'Incerti, Fabio Iemmi, Stefano Mariani, Claudia Marini, Mr Fijodor, Ketty Tagliatti, Elena Viappiani hanno concepito opere per la rassegna, donate all'archivio. In mostra 17 pannelli di circa 200 campioni «indagati dagli artisti che li hanno declinati - sostiene il curatore Pierluigi Sgarbi, presidente del circolo Arci "Quello che non ho" - in vari linguaggi per una stupefacente interazione».

Si va dal tema della rosa concepita dalla Tagliatti con pittura su stoffa e spilli d'acciaio, al collage di carte e inchiostri della Marini che riflettono disegni dei tessuti; dal "labirinto", con cromosequenze su possibili panche di Iemmi, al trittico di Mariani, fatto di lastre fotografiche, che riporta sulla scena ritratti di sfilate di moda; dall'installazione con tela e vela nera della Viappiani, con rimandi a Teseo, al ritratto della trasparenza, di struttura fiamminga, di Bertelli e Guaitoli. Se la video installazione sonora di D'Incerti riconduce a storie di impegno e sacrificio di donne e uomini che hanno fatto grande la maglieria a Carpi, le forme semplici, a tecnica mista, di critica sociale, di Mr Fijodor recano memorie della street art. Per Bertoni il ferro acquista leggerezza nel farsi motivi di tessuti e tappetti, mentre per Bertogalli il video mapping consente decine di capi virtuali nella proporzione volutamente falsata del tessuto.

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