Gazzetta di Modena

Scatti dell’alma terra del Sud

di Michele Fuoco
Scatti dell’alma terra del Sud

Al Consorzio Creativo 18 foto di Fontana rilette da Manfredi

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MODENA. Una rivisitazione dei luoghi della Puglia e della Basilicata per Franco Fontana che, anni fa, li aveva già esplorati e affidati alla macchina fotografica. Con uno sguardo diverso l'artista modenese coglie ora, in 18 immagini esposte fino ad oggi al Consorzio Creativo (da domani saranno a Palazzo Carandini, sede del Banco S. Geminano e S. Prospero, dove la mostra resterà aperta fino al 30 ottobre) quella “Terra alma et amara”, cioè quella “terra nutrice e amara” perché, scrive Valerio Massimo Manfredi “esige durissimo lavoro, fatica continua e costanza che non può mai venir meno”. Lo scrittore e archeologo ricorda che “l'arte di Fontana nasce dalla terra perché l'Emilia è colonizzata dagli agricoltori fin dall'età del bronzo e tuttora rappresenta il tessuto vitale e insostituibile per la gente che l'abita, che cammina sulle strade... Ma la patria artistica di Fontana non è solo quella emiliana è quella più ingrata ma ancora più varia e fantasiosa dell'Italia intera, soprattutto del sud dove i colori sono ardenti e asciutti, dove le intersezioni parlano di frammentate, ancestrali eredità e di semine diffuse o limitate da mille diverse necessità”. Una terra splendida nei colori del paesaggio che reca pure l'avvilimento di una precaria condizione sociale e di un'annosa situazione esistenziale, un senso di solitudine, di precarietà che incombe su di essa per i disastri che l'uomo può recare. L'immagine non stempera la concretezza dei luoghi, ma tocca una trasfigurazione lirica che ha permesso a Manfredi di connotare ogni opera di un testo che sa di poesia, come si legge nel raffinato volume messo in vendita a 100 euro, il cui ricavato sarà devoluto alla Lega del Filo d'Oro. Quella terra si fa per l'artista racconto d'intimità e momento di raccoglimento, tradotto in elementi strutturali e in elegia cromatica che essi rinserrano. Una valenza di disincantata visione di una realtà che tocca cifre di trasfigurazione nella resa dei particolari, nella luce che penetra nei giochi di toni che assumono il carattere di lievito, di alito degli aspetti della natura. Ecco perché Manfredi parla di “sensibilità squisitamente pittorica” che Fontana ha conferito alle sue foto capaci di scavare nei segreti di terre, temimoni della dolorosa fatica dell'uomo di cui esse si tramano. Per saperne di più, domani alle 18, a Palazzo Carandini incontro pubblico con Fontana e Manfredi.

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