Gazzetta di Modena

Il tango entra al museo per aiutare Emergency

Il tango entra al museo per aiutare Emergency

Successo della serata organizzata da alcune scuole modenesi di danza per finanziare poliambulatori

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MODENA. Una serata dedicata alla danza, all'arte ma soprattutto alla beneficenza. Si tratta di “Tango itinerante per Emergency”, l'evento che si è tenuto venerdì sera nella splendida cornice del Palazzo dei Musei promosso ed organizzato dalle associazioni modenesi di tango Mala Junta, circolo Gardel e T'amo tango dove tutto il ricavato è stato dato in beneficenza ad Emergency. «L'idea - spiega Milvia Gavioli - presidente del circolo Gardel - è nata sulla scia di altri eventi analoghi sempre con protagonista il tango itinerante organizzati da altre associazioni di tango italiane per Emergency a Genova e Milano e quindi abbiamo pensato di portarlo anche a Modena». Per le associazioni questo evento si va ad aggiungere ad altre iniziative benefiche che le stesse hanno promosso negli anni: dal terremoto all'alluvione fino all'aiuto verso i paesi bisognosi come racconta Monica Penoni, presidente di Mala Junta: «Ci siamo sempre impegnati per poter dare un aiuto e contribuire attraverso il tango e ci piacerebbe continuare a promuovere questo tipo di eventi anche in futuro, utilizzando sempre come fulcro centrale la nostra passione, ovvero il tango». Così l'iniziativa andrà a finanziare il “Progetto Italia” di Emergency, attivo dal 2006 che si occupa di aprire e gestire poliambulatori mobili, polibus per migranti e persone bisognose e in questi anni è cresciuto con diversi politruck in giorno per l'Italia. «Questo progetto permette di aiutare davvero tante persone - spiega Cristina Pasquali, del gruppo Emergency di Modena - è nato per portare assistenza medica e socio- sanitaria ai migranti ma poi si è esteso anche verso tanti italiani che hanno bisogno di assistenza ma non possono permettersela». Un'assistenza che Emergency e i tanti volontari e medici garantiscono in questo poliambutori e che adesso il tango modenese ha aiutato attraverso l'amore per la danza: «Qui cerchiamo di avvicinare la danza - aggiunge Milvia - con la solidarietà e la benificenza e nono c'è luogo migliore che il Palazzo dei musei, la casa dell'arte per eccellenza». Anche la scelta della location non è stata scontata: «Cercavamo un posto che potesse richiamare l'arte e alla fine, con grande disponibilità dei gestori del museo, siamo riuscite ad avere questo posto e siamo molto contente di come è andata la serata».

Serena Fregni

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