Krüger a Vignola: l’autore indaga il tempo e il viaggio al Poesia Festival
Alla Rocca di Vignola intenso incontro con lo scrittore tedesco che ha letto davanti alla platea del Poesia Festival componimenti dal suo libro “Spostare l’ora”
VIGNOLA. “Discorso del viaggiatore” è stato il titolo del reading poetico di Michael Krüger, poeta e romanziere tedesco, fine scrittore tra i più apprezzati in lingua tedesca, e figura intellettuale di riferimento nel panorama culturale europeo.
Ospite presso la Rocca di Vignola, Krüger ha letto alcune poesie tratte dal suo ultimo libro “Spostare l'ora” (Mondadori). «In tedesco il titolo è più complesso perché richiama il fenomeno del fuso orario - ha spiegato Theresia Prammer, saggista e studiosa di letteratura che ha dialogato con l'autore e moderato l'incontro col pubblico - Rovesciando la parola tedesca e facendone una metafora poetica Krüger ha voluto porre l'accento sul fenomeno del tempo sottolineando come l'unico intervento attivo sul tempo che ci è concesso è di spostare l'orologio».
«Su questo tema si gioca la maggior parte del libro - ha continuato Prammer - Noi cerchiamo di intervenire sul tempo in molti modi, ma ogni volta è sempre un'assurdità, o un'impossibilità». Questa tematica è ben espressa nella breve poesia dal titolo “Non è un heiku” che recita “Un merlo morto/ sotto la mia finestra:/ Per un'ora aspetto/ che si sposti/ l'ora”. Ancora l'immagine del merlo, in un'altra poesia che è proprio a lui intitolata “... lo vedo dietro alla finestra come/ pur con le ali tese precipita/ verso di me. Il vetro trema all'urto/ poi l'uccello cade... Anche la carta su cui io volevo/ chiarire chi io sia ora è annerita/ ce l'ho davanti... non si può usare per cantare da'amore”.
«Questo merlo è come Icaro, suicida, che si precipita sulla finestra - ha commentato Prammer - e poi abbiamo il poeta che non ha il terrore della pagina bianca ma il terrore della pagina macchiata di sangue. Un modo per parlare di amore ex negativo». «Non so quanto posso spiegarvi questa poesia - ha confessato Krüger - Quando si scrive in una stanza con lo sguardo rivolto al paesaggio ecco che un merlo precipita sulla finestra, e questo fatto inevitabile non è possibile eluderlo e lo chiamiamo tragedia».
Molti i temi che sono emersi, tra i quali anche quello del “Viaggio” che ha dato il titolo all'incontro. «L'incontro di oggi si riferisce a un viaggiatore, perché il tema del viaggio è ricorrente e importante, e Kruger racconta questi viaggi con temi relativi alla natura, alla memoria, al tempo», ha precisato Prammer. «Quello dei viaggi è diventata una cosa un po’ strana e a volte mi viene la nostalgia dei viaggi mentali che posso fare a casa che possono anche essere più sottili, - ha precisato Krüger - ma poi si vedono delle cose che altrimenti non vedresti mai, come il bellissimo Duomo di Modena. Ma se alla fine di una vita uno dovesse chiedersi: “Se non avessi visto il duomo di Modena la vita sarebbe andata diversamente?”, questo non lo so».
Ancora un leitmotiv emerso è quello del vuoto/ pieno, in cui il vuoto è colmo di vita, il momento in cui nasce la poesia, come recita la chiusa di “Album di foto”: “... Le ultime pagine/ vuote; giorni felici, vuoti chissà perché”.
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