Gazzetta di Modena

Arminio, un travolgente “paesologo” incanta il Poesia Festival a Castelfranco

di Michele Fuoco
Arminio, un travolgente “paesologo” incanta il Poesia Festival a Castelfranco

Lo scrittore ha entusiasmato la platea della biblioteca di Castelfranco parlando di empatia con l’ambiente e rapporto con la politica. Con la conferenza uno degli ultimi atti del Poesia Festival 2015

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CASTELFRANCO. Poeta, scrittore, documentarista, comunicatore con la felicità di narrare persino con notazioni appassionate di tagliente arguzia, ma anche e soprattutto esperto di paesologia, un termine che lui stesso ha coniato, facendosi animatore di battaglie civili: ecco Franco Arminio che ieri mattina ha entusiasmato, ai limiti dell'ovazione, il pubblico che ha gremito la sala della Biblioteca.

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«Pensiero ed azione - dice Roberto Alperoli, ideatore di Poesia Festival e già assessore alla cultura a Modena - si fondono in lui, noto come “paesologo”, con tanto lavoro concreto sul territorio da proteggere e salvare». E tra le tante definizioni di “paesologia”, Alperoli evidenzia il carattere di passione per il paesaggio e di attenzione che la politica deve avere nei suoi confronti, di denuncia di imbrogli, di nuovo umanesimo, di una forma di religione laica. «Più di 20 le sue pubblicazioni che non prescindono dall'individuo, dall'“io” e dal mondo. Tutta la sua scrittura è pervasa di poesia e Bisaccia, in provincia di Avellino, dove è nato 55 anni fa, è al centro di tutta la sua riflessione. Nei suoi scritti c'è una particolare allegrezza perché compare sempre la speranza».

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E simpatia, con una disinvolta ed acuta ironia, ha manifestato Arminio, ponendo l'accento sul concetto di “paesologo”, il cui interesse non è tutto concentrato sul paese. «Il paesologo non sta nel paese ma lo attraversa. Per raccontarlo occorre un rapporto di intimità e di lontananza Il paese deve essere intimo ed estraneo allo stesso tempo». Necessaria la distinzione tra paesologo e paesanologo.Il paesanologo si occupa di storia e tradizioni locali, di aspetti di folckore. Invece il paesologo ha interesse per come un paese, un borgo possa migliorare, individuandone i problemi e affrontarli. Forte il richiamo a legare i problemi alle nostre fragilità, di cercare una visione di commozione delle cose, di essere attenti anche a chi ci sta accanto. «I rivoluzionari tratteggiano i grandi problemi e poi non si accorgono delle condizioni di zia Concetta che è pallida».

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Arminio, che è pure il direttore artistico del Festival della paesologia “La Luna e i Calanchi” di Aliano, si sofferma anche sul rapporto tra poesia e politica «che sono conovocate ogni giorno a casa. Passione politica è parlare di problemi (ospedali, immigrazione...) che attraversano la nostra testa e la poesia è un mucchietto di neve di un mondo di sale in mano». Le sue brevi poesie hanno meritato grande attenzione da parte del pubblico, a partire da quelle legate al terremoto in Irpinia, dove dal 2000 ha intrapreso un viaggio per tutti i paesi, per vedere le reali condizioni dei luoghi e della gente. Così ha scritto il libro “Viaggio nel cratere” raccontato con estrema vivacità e partecipazione emotiva. Una delle poesie riguarda la sua visita, nel 2005, a Conza Nuova dove “Venticinque anni dopo il terremoto, dei morti sarà rimasto poco. Dei vivi ancora meno”. Sue le poesie d'amore, una delle quali sottolinea che “... l'amore è quando il cuore esce delle costole” ma anche racconti, quelli raccolti in “Cartoline dai morti” (con cui ha vinto il premio Stephen Dedalus per la sezione “Altre scritture”) che ricordano che “l'assoluto della vita e della morte si toccano”.

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Tanti flash di acuta intelligenza e di gusto sapido evidenziano i suoi scritti, come quello con cui ha chiuso l'incontro con il pubbblico: “Sono morto alle sette del mattino, un modo come un altro di cominciare la giornata”.

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