Gli insetti di Italo Zoda in mostra a Formigine
Grazie alla moglie l’opera dell’artista esposta per la prima volta nel Modenese al centro Ceas Il Picchio
FORMIGINE. Insetti? Sì, ma solo in pittura. Sono di Italo Zoda, siciliano di nascita morto a Formigine nel 2014 all'età di 90 anni. A Formigine era giunto nel 1986.
Le sue opere sono esposte, fino a domani sera, presso il Centro Educazione alla Sostenibilità (Ceas Il Picchio), in via S. Antonio 4. Una mostra-omaggio da scoprire (preparata dalla moglie Andreina Bertelli, artista vocata all'incisione, e sostenuta dal Comune di Formigine), in quanto l'artista non ha mai proposto il suo lavoro nel territorio modenese.
Attività espositiva che invece, in passato, è stata intensa, sin da quando, giovanissimo, presentò nel 1953 i suoi quadri a Palermo, in occasione del Festival meridionale dell'Unità dove Togliatti, si legge in una nota, lo ammirò e Guttuso lo incoraggiò a dedicarsi solo alla pittura e divenne suo amico come pure Leonardo Sciascia.
Da allora il suo cammino era segnato: non poteva che svolgersi sui sentieri dell'arte, tanto che Italo lasciò la facoltà di agraria per studiare, con la moglie, al Liceo Artistico per poi diventare insegnante.
È nell'ambiente culturale di Palermo e poi di Roma che maturano i suoi diversi interessi, con una ragguardevole produzione di quadri e disegni che troviamo in questa mostra, dedicata agli insetti ai quali l'artista pone attenzione compositiva, nelle forme ben meditate e in un colore affettuoso che esaltano la struttura dell'immagine per conferire grande concretezza a piccolissime creature che trovano di diritto un posto nella natura.
Una ricognizione su esseri tanto vitali quanto vulnerabili, per la precarietà della loro esistenza su cui incombono numerosi pericoli. Analisi e sintesi si intrecciano in questi insetti e che pure ridestano il canto della bellezza della natura e sottolineano la propensione dell'artista di fondere i risultati migliori della tradizione figurativa con gli apporti della sua raffinata sensibilità personale.
«Strane creature che sembrano - nota Dacia Maraini - danzare nella mente scherzosa di un entomologo innamorato dei colori... Gli insetti si trasformano in creature giocose ed eleganti, in procinto di iniziare un gran ballo dei sensi... Sembrano animati da una voglia segreta di sedurre e basta. Ma forse essi vogliono dirci anche qualcos'altro, qualcosa che riguarda la fragilità e la vacuita di ogni cosa vivente e che il mondo appartiene più a loro che a noi e che sono i più antichi abitatori di questa terra». Vasta le tensione conoscitiva di Zoda, “un pittore che in solitudine, senza cercare - scrive Leonardo Sciascia - un facile successo, ha saputo assiduamente svolgersi in un serio processo di ricerca, in una costante progressione di stile”.
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