Gazzetta di Modena

In trentamila alla corte della poesia

di Michele Fuoco
In trentamila alla corte della poesia

Soddisfatti gli organizzatori della rassegna che guardano al futuro auspicando maggiori risorse

3 MINUTI DI LETTURA





Il popolo della poesia è sempre più numeroso. Non ha dubbi Alessandra Anderlini, direttrice di Poesia Festival, appena terminato, perché «più degli altri anni abbiamo, assieme ai poeti, riflettuto, sorriso e ci siamo commossi per le interpretazioni che gli autori hanno dato alle loro opere, suscitando stimoli e partecipazione di un pubblico più attento. La formula del festival ha sempre incontrato un grande favore e per questo è stata rinnovata pur proponendo contenuti diversi. Dopo le prime dieci edizioni, c'è maggiore consapevolezza che si possono fare delle scommesse: all'inizio invitare poeti contemporanei, poco o per nulla presenti nel dibattito mediatico, significava assumersi un rischio. Oggi non più: c'è un pubblico che si è affezionato alle voci che invitiamo ogni anno e che ama scoprirle». Un'affezione tradotta in una larga adesione di pubblico agli incontri con i poeti, con musicisti e attori. Tradotte in numero, si contano in circa 30mila le presenze ai vari eventi svoltisi nelle Terre di Castelli, a Castelfranco e Maranello, per tutta la settimana scorsa, se si considera pure “l'anteprima” con voci emergenti a Castelnuovo, Castelvetro e Spilamberto.

«Abbiamo mantenuto uno standard alto, con la presenza - dice Alberto Bertoni, critico e docente di letteratura all'Università di Bologna - di poeti come Kruger, Milo De Angelis il migliore italiano riconosciuto da tutti, Cesare Viviani, che lavora anche come psicanalista, di Nicola Crocetti, traduttore di origine greca che mantiene diffusa in edicola la dimensione della poesia contemporanea. E poi Chandra Livia Candiani che, partita da posizioni femministe negli anni '70, ha poi abbracciato il Buddismo, Franco Arminio, considerato “paesologo”, un esperto di scrittura del paesaggio, del panorama. Abbiamo cercato di coprire tutto l'arco delle poetiche, con Franco Loi, artefice della poesia dialettale, Umberto Fiori e Gianni D'Elia, capace di fondere geografia e poesia».

Poesia Festival è, per Bertoni, il più importante in Italia. È quanto sostiene pure Roberto Alperoli che ne è l'ideatore, riportando il parere unanime dei poeti. «Quest'anno gli appuntamenti sono stati molto frequentati e apprezzati. Nella Sala delle Mura a Castelnuovo non si riusciva ad entrare per l'incontro con De Angelis e Aldo Nove. Ma si può anche migliorare, se fosse possibile reperire qualche risorsa. Questa edizione ci ha detto dell'interesse per la poesia pura. E visto che i poeti costano infinitamente meno di cantautori e attori, sarebbe bene diffondere la poesia anche durante l'anno. Le scuole sono già coinvolte e questo rapporto va irrobustito. La formazione passa anche attraverso l'incontro con poeti durante il periodo scolastico. I ragazzi non sono insensibili alla poesia, perché essa sa dire qualcosa di misterioso. Invitare in modo equilibrato, quindi, poeti nelle scuole, ma anche in altri luoghi con il pubblico, come in piccola parte avevamo già iniziato a fare in passato. Necessario riprendere con molta energia e vigore. Solo così la poesia può cominciare a fare parte, in modo più profondo, della scena pubblica e della vita delle persone. Meglio irrobustire questa “creatura” che farla vivere gracilmente e impiegare le risorse in altri modi». Il grande riscontro di pubblico non può che fare piacere a Umberto Costantini, assessore alle politiche culturali dell'Unione Terre di Castelli. «È un premio per i nostri sforzi di organizzare una manifestazione così grande. Uno straordinario esperimento ha costituito la “Notte della poesia” allo Spazio Famigli di Spilamberto, anche con tanti giovani. Sono stati letti brani dall'Antologia di Spoon River. Una iniziativa da rivulatare il prossimo anno, anche in altro luogo. Dobbiamo riuscire ad investire di più per nuovi spazi, perché Poesia Festival è l'evento più alto, culturamente parlando, sul territorio dove si è impegnati a lavorare e a produrre benessere. Ma se non nutrissimo pure la mente, saremmo come le macchine e non degli uomini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google