«Nei bimbi problematici c’è la verità»
Il vincitore dello Strega 2015, intervistato sul suo libro “La ferocia”
CARPI. «A me piace raccontare i bambini problematici. Perché sono portatori di verità, sono sinceri, e per loro, la verità si manifesta sotto forma di sintomi». Ha scavato nei segreti del suo “La ferocia” (ed. Einaudi), libro con cui ha vinto il Premio Strega 2015, Nicola Lagioia, alla Tenda di piazzale Re Astolfo. Decine di persone hanno sfidato il tempo incerto e si sono radunate sotto la tensostruttura per ascoltarlo, intervistato dalla scrittrice Chiara Valerio, e non sono rimaste deluse. Il dialogo tra Lagioia e Valerio è stato brillante e stimolante e si sono trattenuti numerosi spettatori del concerto “Alchimia del presente” con l'arpista e compositrice Cecilia Chailly e Gnu Quartet, che hanno inaugurato la Festa del Racconto e preceduto l’appuntamento. “La ferocia” è il frutto di cinque anni di scrittura intensa, che ha coinvolto l’autore giorno e notte, sabato e domenica. “Innanzitutto è merito di mia moglie Chiara - spiega Lagioia - senza di lei non sarei mai riuscito a scrivere questo libro. Se è vero che scrivere un romanzo è come stare in apnea, lo sforzo è durato tanto e avere avuto mio moglie accanto è stato fondamentale. Abbiamo molte cose in comune: tra i nostri libri prediletti c’è “Cime tempestose”. Quando ho visto Chiara per la prima volta aveva i capelli raccolti e dietro il collo tatuato il nome Heathcliff, protagonista maschile del romanzo di Emily Brontë. La scintilla è scattata subito». “La ferocia” è un romanzo sull’Italia di questi anni anche se ambientato a Bari, “La ferocia” è il ritorno dello stato di natura, al centro c’è una famiglia di costruttori ricca, potente e corrotta. Ma a un certo punto nascono figli “sbagliati” che non condividono lo stesso linguaggio, quello del potere germogliato dalla violenza». (s. a.)
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