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Cardini: «Califfato, tante colpe dell’Occidente»

Cardini: «Califfato, tante colpe dell’Occidente»

Lo scrittore ha parlato del suo ultimo libro sul problema del fondamentalismo e dello jihadismo

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CARPI. Si può quasi accomunare ad una vera e propria lezione magistrale di geopolitica, quella che ha tenuto lo scrittore e professore Franco Cardini alla Festa del racconto, intervistato da Florio Magnanini che l'ha interrogato sul suo ultimo libro “L'Ipocrisia dell'Occidente” dove lo scrittore racconta il califfo, il terrore e affronta il tema controverso del fondamentalismo islamico. Secondo Cardini, siamo proprio noi occidentali ad aver alimentato per anni il fondamentalismo e ancora oggi il jihadismo è sostenuto da alcuni emirati arabi che sono anche sicuri alleati dell'occidente. Inoltre spesso si tende a fare poca chiarezza e molto allarmismo, in particolare sull'Islam: «L'Islam è una realtà estremamente complessa - spiega Cardini - intanto è diviso in gruppi etnici e religiosi molto diversi, certo che leggono tutti lo stesso Corano, certo che hanno principi comuni ma anche tante differenze e rivalità, dire che l'Islam fa paura è come dire che fa paura l'influenza, esiste come dato che si innesca su tante variabili quali sono le persone che hanno paura di ammalarsi». Una paura che è stata divulgata in maniera efficace ai cittadini europei da leader che non hanno più ideali ma solo sete di potere: «Gli Stati Uniti di Obama ma anche la Francia di Hollande vogliono le basi per l'estrazione petrolifera oppure le basi per far passare i metanodotti, almeno i leader storici avevano degli ideali fondati e su cui basavano la loro politica». Oltre ai politici, secondo il professore, c'è anche un forte problema di mala-informazione e prende come esempio la questione dei migranti che fuggono dalla Siria: «Spesso non ci interroghiamo fino a fondo sul perché: bisogna cercare le cause, è evidente che bisogna esercitare attenzione ma soprattutto chiedersi perché scappano? Per le guerre? Quali guerre?». Cardini quindi invita tutti a scavare a fondo nelle questioni e a non fermarsi in superficie: «Io per il lavoro che svolgo sono obbligato ad andare nel profondo delle questioni ma tutti dobbiamo imparare a farlo. Non possiamo fermarci alle apparenze perché dietro c'è un mondo di cause e conseguenze che spesso non vediamo perché non andiamo a fondo nelle questioni ma dobbiamo imparare a farlo».

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