Gazzetta di Modena

Il premio “Pavarotti d’oro” a Desirée Rancatore

di Serena Arbizzi
Il premio “Pavarotti d’oro” a Desirée Rancatore

La soprano protagonista all’Asioli di Correggio della serata declinata sul ricordo del grande Maestro

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. La magia, la profonda emozione, il pathos e la raffinatezza musicale delle più amate arie d’opera è stata protagonista del Premio Pavarotti d’oro 2015, domenica sera. L’evento, incentrato sulla figura straordinaria e carismatica del Maestro Luciano Pavarotti, ha fatto registrare il tutto esaurito al teatro Asioli di Correggio, a conferma di quanto affetto regni intorno al tenore, testimoniato dal calore di tantissime persone. A ritirare il premio della nona edizione del prestigioso appuntamento, promosso da Pro Loco, con il patrocinio del Comune, insieme al mitico Franco “Panocia” Casarini, amico di sempre di Luciano Pavarotti, è stata la soprano siciliana Desirée Rancatore. L’artista ha esordito sul palcoscenico nella seconda parte della serata con l’Ave Maria, dall’Otello di Verdi, per concludere con il bis a grandissima richiesta, sulle note di “Non ti scordar di me”. Prima di Rancatore, si sono esibiti il tenore Matteo Desole, che ha aperto con Recondita armonia dalla Tosca, e Cinzia Chiarini, che ha fatto sognare sulle note di “Oh mio Fernando”, di Donizetti. Applausi fragorosi, poi, anche per il flautista Andrea Griminelli, che ha eseguito la Ciarda di Monti, una fantasia sulla Carmen e Mission di Morricone, a sorpresa, per la mamma, presente all’Asioli. Standing ovation e sincere lacrime di commozione per Leo Nucci, il primo a ricevere il Premio Pavarotti d’oro. «Questo premio rimane importantissimo - ha dichiarato Nicoletta Mantovani, vedova del tenorissimo - forse il più importante, di certo il riconoscimento che piace (e uso il presente) a Luciano di più. Si tratta di un premio che parla con il cuore di un amico che tutti vorremmo avere vicino, più leale, sincero, l’amico dei tempi belli ma anche lo scoglio a cui aggrapparsi nei momenti di tempesta: Franco “Panocia” Casarini. Dopo 50 anni “Panocia” nutre lo stesso affetto per Luciano e si vede in questa serata, nella cura dell’organizzazione, nel pensiero, emoziona tantissimo. Fa piacere vedere il teatro pieno, è un grande omaggio che ti fa commuovere. Fa capire come la voce di Luciano ritorni attraverso la gente che lo ama». L’incasso del premio tributato al Maestro Luciano Pavarotti verrà devoluto in beneficenza ad un destinatario da decidere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google