Gazzetta di Modena

A tavola con Spoerri Da oggi alla Civica in mostra 125 opere

di Michele Fuoco
A tavola con Spoerri Da oggi alla Civica in mostra 125 opere

MODENA. È il cibo a permettere alle persone di raccogliersi vicino ad una tavola, non solo per gustare le varie pietanze, ma anche per colloquiare, conoscersi meglio. Momenti di gioia, da vivere...

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. È il cibo a permettere alle persone di raccogliersi vicino ad una tavola, non solo per gustare le varie pietanze, ma anche per colloquiare, conoscersi meglio. Momenti di gioia, da vivere insieme, difficili da registrare se non nella “pietrificazione” delle posate con residui di cibo e di ciò che si trova a tavola durante un pasto o in composizioni di stoviglie. È quanto fa Daniel Spoerri, di cui 125 opere compongono la mostra da domani (inaugurazione alle 18, alla presenza dell'autore) alla Palazzina dei Giardini e a Palazzo S. Margherita.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.12233589:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/10/09/fotogalleria/la-eat-art-di-spoerri-alla-galleria-civica-di-modena-1.12233589]]

Di questo suo modo di operare e delle sue creazioni l'ottantacinquenne artista svizzero, nato in Romania, ne ha fatto dal 1967 una vera e propria corrente, la “Eat Art”. Una espressione intraducibile (non certamante “arte del mangiare”) per Antonio D'Avossa curatore, con Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini, della mostra, in quanto Spoerri «raccoglie la testimonianza di un atto rituale che appartiene alla sfera culturale di tutti i popoli, di tutte le culture e epoche».

La dimensione del vissuto quotidiano entra nelle sue opere che, come faceva Pollock con il “dripping”, lo sgocciolamento del colore su tele a terra, sono concepite in orizzontale per poi essere esposte alle pareti. Gli oggetti vengono riscattati dalla loro precarietà, talvolta inutilità, per restituire una loro un'antica e nuova vita. In nome dell'arte Spoerri ha aperto ristoranti, conferendo ai critici la mansione di camerieri. «E le sue opere sono eseguite - rivela D'Avossa - anche da persone che partecipano al consumo dei pasti, mentre l'artista interviene come regista».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:tempo-libero:1.12233633:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/eat-art-le-opere-di-spoerri-alla-galleria-civica/48974/49239]]

Le chiama “tableaux-pièges”, cioè quadri-trappola, che in 21 a Palazzo S. Margherita costituiscono “20 metri quadrati di utensili da cucina inutili” (famiglie di oggetti) del Bistrot di Santa Marta a Milano, mentre altri dieci sono il risultato delle cene organizzate, nel 2014, alla Fondazione Mudima di Milano. Si aggiungono “Otto incubi magri”, sculture in in bronzo del 2002, e due video. Il suo è un nuovo approccio percettivo al reale, tanto che Spoerri è tra i fondatori del “Nouveau Réalisme” nel 1960 a Parigi, nell'appartamento di Klein, con Arman, Hains, Dufrèn, Raisse, Tinguely, Christo, Duchamp, Rotella, Niki de Saint-Phalle, César, il critico Réstany. Ha partecipato a Fluxus e tante le sue collaborazioni, già alla fine degli anni 50, con famosi artisti come Man Ray, Albers, Duchamp, Baj, Tinguely, Roth, di cui offrono certezza i multipli, editi da Spoerri ed esposti nelle sale superiori.

Una serie di reciproche contaminazioni, anche con maestri della pop-art e arte cinetica, che evidenziano come il suo lavoro sia di sperimentazione fattuale, di riflessione sul linguaggio stesso dell'arte e di strettissimo rapporto tra arte e vita. E senza perdere il carattere di unicità, di «atteggiamento giocoso e - dice la Cavadini - di motivi con richiami a Duchamp», messo in luce alla Palazzina da quattro sculture in bronzo, tra cui “L'albero della civetta” e “Doppia colonna tritacarne”, da opere di collezionisti emiliani, tra cui i ricettari (“Biblioteca di ricette”, edizioni di Francesco Conz), e “Collezioni di cucchiai e croci” della collezione di Carlo Cattelani. In mostra anche il prototipo “Meissen Porzellan Puzzle”, di 36 formelle in porcellana bianca, dell'opera che Spoerri espone all'Expo nel Padiglione Svizzero. Dopo la tappa al m.a.x Museo di Chiasso (Svizzera) la mostra è a Modena arricchita da opere dalle collezioni emiliane. Aperta fino al 31 gennaio. Domenica visita guidata alle 11 con Antonio d'Avossa. Si parte dalla Palazzina.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google