La soave tavolozza di Carlo
Al Centro Muratori 125 dipinti per un omaggio a Bassini
MODENA. Centoventicinque opere scelte tra oli, acquerelli e disegni raccontano da domani (vernice alle 17) all'8 novembre, al Centro Studi Muratori, la vicenda artistica di Carlo Bassini scomparso nel 2009 all'età di 94 anni. Una ricca e felice vicenda creativa che il modenese ha coltivato, di pari passo, con l'attività di docente di educazione fisica all'Università di Bologna. Era consapevole il modenese come la pittura fosse conoscenza di sé e della realtà con la quale confrontarsi tutti i giorni. Occorreva affrontarla con un lavoro sempre capace di compiutezza e con un'autonoma ragione di ricerca che una buona formazione poteva garantire. Ecco perché Bassini frequentò i corsi liberi di figura presso l'Istituto Venturi e l'atelier del maestro Elpidio Bertoli. «La tecnica di pittura - sosteneva - viene conquistata e affinata giorno per giorno, non seguendo le orme di un movimento o di un artista, ma cercando in se stessi, con la passione febbrile dei grandi, della sincerità del proprio sentimento e nella profondità della propria intuizione». Solo così la realtà riesce a serbare una familiarità colloquiale in un'opera che è conoscenza dei luoghi in cui Bassini ritrova la giovinezza dell'anima, una contemplazione ammirativa e anche gli affetti: da Modena, con piazza Grande, il Duomo e il Palazzo Ducale, alle marine dell'Adriatico, con le vele al vento a Cesenatico e gli scorci di Cervia dove l'artista viveva soprattutto nel periodo estivo. L'opera si riverbera in un linguaggio mai sofisticato e sempre spontaneo, nutrito di un colore di materia e di energia che consente quasi un inno ai paesaggi collinari e montani, alla campagna vista attraverso anche il lavoro dell'uomo (vendemmia, mietitura) le mucche al pascolo durante il variare delle stagioni, alle piccole e antiche case disseminate nella vegetazione, ai mulini, ai ponti, agli angoli caratteristici di varie città (piazza S. Marco e Rialto a Venezia, Trinità dei Monti a Roma, il Duomo di Ferrara e di Milano, un angolo di Bologna, Ponte vecchio a Firenze...). Anche le composizioni con frutti, oggetti, vasi fiori si colorano di notazioni emotive, di trepida vicinanza che l'artista conferisce anche alle cose. «Efficacissimi nella sintesi pittorica - scrive Laura Farina - sono parecchi disegni all'acquarello eseguiti in velocità», non sottraendosi ad un coerente senso di rappresentazione di verità delle cose.
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