Il cammino proposto da Dio: una vita in totale affidamento
“Un tale” (Mc 10,17). Una persona qualunque, in realtà ricca e osservante della legge, decide di rivolgersi a Gesù per capire come possa arricchire ulteriormente la sua vita....
“Un tale” (Mc 10,17). Una persona qualunque, in realtà ricca e osservante della legge, decide di rivolgersi a Gesù per capire come possa arricchire ulteriormente la sua vita. Sembra contraddistinta da uno slancio che per definizione attribuiremmo ad un giovane (anche se chi i giovani li conosce bene, sa quanto possano essere indolenti…).
Alla sete di senso corrisponde in lui una grande disponibilità a darsi da fare perché una pienezza gli possa giungere; e di fatto pare proprio arrivare, quando finalmente raggiunge il Maestro buono, quello che condivide con Dio il vertice della santità. Un uomo che cerca di essere perfetto, insoddisfatto di quello che ha e che si rivolge al migliore dei maestri sul mercato: che cosa potremmo sperare di meglio? Il fatto è che il nostro sconosciuto pare già avviato per la strada migliore, perché risponde positivamente a tutte le richieste che Gesù gli fa: “ho già ubbidito tutti i comandamenti”.
Gesù gli elenca solo quelli che riguardano il prossimo, tra i dieci più famosi, ma con tutta probabilità il tale non si è limitato solo a quelli dati a Mosè sul monte, ma ha già messo in pratica tutte le norme più minuziose previste dal Pentateuco. La cosa però più incredibile è che non sia ancora soddisfatto: con tutto quello che ha fatto, che altro gli manca ancora? Nulla, si direbbe.
Ma lui non è felice, ancora sente l'insoddisfazione che gli attanaglia le viscere, vuole di più e in maniera quasi esasperata chiede che cosa ancora gli manchi. La sorpresa è nella risposta di Gesù: va, vendi, dà, torna e seguimi. Sembra un'altra lista di cose da fare, forse meno ardua delle osservanze alle quali si è sottoposto fino a questo momento. Ma questo tale sente la richiesta di Gesù impossibile e mestamente se ne va, tornando sulla strada precedente. Gesù dà una spiegazione a tutto ciò legata al possesso delle ricchezze, ma ci si può permettere qualche interpretazione ulteriore.
A questo tale viene chiesto sì qualche cosa di impegnativo, ma è come se gli si dicesse che ciò che deve fare è mettersi nella condizione di non essere più lui a decidere della sua vita. Rinunciare alle ricchezze significa perdere tanta autonomia e tanto potere. Dare ai poveri per avere un tesoro nel cielo è accettare una logica trascendente che non assolutizza la vita di oggi e che guarda ad un futuro con gli occhi di Dio Tornare e seguire Gesù è far parte di un gruppo che tra la disperazione generale cammina verso Gerusalemme e quindi versa il Golgota. In altre parole, non c'è nessun successo nella proposta di Gesù, nessun protagonismo autoreferenziale, ma una vita totalmente in affidamento. Lo slancio inziale era proporzionato alle forze di questo uomo ed al suo entusiasmo, mentre prescindeva dalle difficoltà del compito, dell'impegno, della chiamata. A questo uomo tanto sicuro di potercela fare con quello che già ha (in termini di volontà, serietà e denaro), Gesù oppone una chiamata che è altra, irraggiungibile: non si può barattare con nessuna ricchezza che già si possieda.
Il cammino proposto da Dio supera ogni possibile previsione: per quanto ricchi si possa essere, non è immaginabile il pensare di farcela con le proprie forze. È proprio lo svuotamento dalle sue presunzioni il passo che Gesù chiede a questo uomo, è il passaggio da quello che è possibile (razionale, proporzionato, opportuno...) a quello che non si può razionalizzare. È il passaggio dal possibile all'impossibile. Ma, appunto e non con un'eccessiva sorpresa, per questo tale la proposta di Gesù è impossibile. Come per tutti quelli la cui anima è già piena di troppe cose. In questo senso le ricchezze rendono impermeabile l'esistenza di una persona e Gesù mette in guardia i suoi discepoli da volerle accumulare.
Poi la scena resta aperta: il tale incontrato per caso nel viaggio di avvicinamento dai confini della Giudea verso la sua capitale è scomparso nei racconti evangelici. Non sappiamo che fine abbia fatto. Possiamo immaginarcelo triste, ma non abbiamo molti altri elementi. Né sappiamo come i discepoli abbiano poi affrontato il tema delle ricchezze. Ci rimane solo la parola di Gesù: “impossibile agli uomini, ma per Dio no!”.
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