“Tutti i particolari in cronaca” sessant’anni di giornalismo
Il libro di Giorgio Boschini viene presentato stamattina alla biblioteca Estense Un percorso storico dal 1945 al 2005 che racconta di editori, testate e firme
MODENA. Sessant'anni di giornalismo a Modena nel libro di Giorgio Boschini pubblicato da Il Bulino Edizioni d'arte che sarà presentato questa mattina alle 11 alla Biblioteca Estense Universitaria da Sergio Gimelli e Claudio Fraccari, con l'autore e l'editore Mauro Bini. Un volume di 258 pagine (15 euro), ben curato anche nei dettagli, in cui Boschini traccia un percorso storico sul giornalismo modenese dal 1945 al 2005, per raccontare le vicende degli editori delle testate e dei giornalisti ma anche e soprattutto quelle della città e della provincia, nonché di personaggi di primo piano. “Tutti i particolari in cronaca” (in ricordo degli annunci gridati dai rivenditori ambulanti dei giornali) recita il titolo del libro di puntuale descrizione dei fatti, fondati su documenti del tempo o vissuti dall'autore in presa diretta, che Boschini ha affrontato con un linguaggio concreto, quotidiano, essenziale, mantenuto su un tono di cordiale discorsività per una più larga comunicazione. In 24 capitoli passa la storia dei giornali clandestini negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale, a partire dal bollettino parrocchiale che Don Zeno stampava nel Casinone, un plazzone acquistato a San Giacomo Roncole, dove aveva collocato anche una tipografia. La Liberazione portava nuovi periodici locali, pubblicati da forze politiche, ma anche periodici satirici, come “Il duca Borso”, “Il Sandrone” con le argute vignette di Mario Molinari. La Gazzetta dell'Emilia, già controllata dai fascisti, cambiava testata in “L'Unità democratica”, come organo del Comitato di liberazione di Modena, la cui redazione era composta da giovani, come Gugliemo Zucconi, Angiolo Silvio Ori, Luigi Cavicchioli che più tardi assumeranno posti di responsabilità in altri quotidiani nazionali.
L'interesse fondamentale di Boschini si appunta su fatti che hanno segnato la città, come l'eccidio delle Fonderie Riunite, il 9 gennaio 1950, con il tragico bilancio di sei morti e 40 feriti nello scontro tra la celere e gli operai in sciopero; Marco Biagi, titolare della cattedra di diritto del lavoro all'Università di Modena, ucciso a Bologna dalla Brigate Rosse il 19 marzo 2002. Trovano ampio spazio, oltre a Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti, anche l'astronauta Maurizio Cheli pronto a decollare, il 15 febbraio 1996, dalla base Nasa di Cape Canaveral; il professore Luigi Di Bella, la cui terapia sperimentale, avviata il 9 gennaio 1998, troverà forti oppositori e inspiegabili bocciature. Non si può ignorare lo “scoop”, in dicembre 1993, del nostro giornale per aver scoperto Aldo Togliatti, figlio del leader del partito comunista, ricoverato da 30 anni a Villa Igea. Modena fu invasa da giornalisti anche stranieri. Tra le curiosità che danno saporosità al libro, la breve esperienza di apprendista giornalista di Francesco Guccini e il sorridente sindaco Mario Del Monte “a braccetto con in vescovo Santo Quadri”. «Questo libro permette - sostiene l'editore Bini - di rivivere la storia del territorio modenese legata a quella nazionale. Avendo studiato e lavorato a Bologna dal 1965 al 1985 ho potuto, leggendo il libro, riagganciare le vicende di quel periodo al mio vissuto». Il volume si presenta con una sicura rapidità di visione e di giudizio, proprio di una indagatore, come Boschini che ha fatto della cronaca viva un segno distintivo della sua attività di giornalista professionista dal 1964, responsabile della redazione modenese de “L'Avvenire d'Italia”, dal 1962 al 1966, corrispondente della Rai fino al 1999, e collaboratore de “Il Giorno” quando erano direttori Italo Pietra e Guglielmo Zucconi.
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