Tre mattatrici in scena per una storia al femminile
Corinne Clery, Barbara Bouchet e Iva Zanicchi in “Tre donne in cerca di guai” un testo di Jean Marie Chevret che parla di solitudine, amicizia, omosessualità
MODENA. La stagione 2015-2016 del Teatro Michelangelo inizia ufficialmente con lo spettacolo “Tre donne in cerca di guai”, di Jean Marie Chevret, per la regia di Nicasio Anzelmo, in scena alle 21.15 di stasera, con replica domani e giovedì. Sul palco, un trio inedito, un vero “tris d’assi”, composto da Corinne Clery, Barbara Bouchet e Iva Zanicchi. La commedia, tratta da “Les Amazones” di Jean-Marie Chevret, un testo teatrale che da molti anni sta divertendo e conquistando i francesi, affronta il tema della solitudine delle single di mezza età, dell’amicizia e dell’omosessualità, il tutto raccontato con intelligenza, ironia, umorismo e allegria. È stata Corinne Clery a voler portare questo spettacolo in Italia comprando i diritti otto anni fa. «La cosa che mi affascina di questa commedia è il tema che tratta - spiega Clery - Il problema delle quarantenni single oggi è molto sentito. Però le donne sono anche capaci si rimboccarsi le maniche e venirne fuori. In Francia siamo abituati a convivere con la omosessualità che è una cosa normale. Mi piaceva che anche in Italia si parlasse di questo con eleganza e ironia. La commedia è lo specchio della società di oggi».
Siete tre donne che non vogliono più avere problemi con l'altro sesso.
«Tre donne che decidono di vivere con le regole e nessuna vuole sentire parlare degli uomini. Ma poi arriva il figlio di una nostra amica e succede il patatrac. Ridiventiamo di nuovo donne e ci facciamo dei dispetti».
È brutto lottare col tempo?
«A nessuno fa piacere vedere il tempo che passa. Ma se sei contenta di quello che fai non è una cosa drammatica. Tutti abbiamo una vita vissuta ed io non guardo mai al passato ma cerco di fissare un nuovo orizzonte. Ci sono tante cose da fare che non ho il tempo di guardare come scorre la vita».
Barbara Bouchet si è subito innamorata di questo testo. Interpreta Micky, una donna energica, risoluta, che sotto la corazza di donna manager nasconde una grande fragilità.
Barbara, come si vive l'amicizia ad una certa età?
«L'amicizia vera non ha età. Qualche amicizia si può perdere per strada ma quelle vere mai. Io mi sento ancora con alcune mie compagne di scuola ed ogni volta che ci vediamo rafforziamo il nostro rapporto. L'importante è sapere che in caso di bisogno si può contare su qualcuno».
Il pubblico si riconosce nelle vostre storie?
«Certamente, specialmente quelli della nostra età. Anche a fine spettacolo sono molti che vengono a farci i complimenti».
È stato facile passare dal cinema al teatro?
«Per me è stata una cosa naturale. Il cerchio si è chiuso. Ho fatto prima cinema, poi televisione e adesso teatro. Nel teatro ci sono ruoli che si possono interpretare anche non essendo più giovanissima».
Per Iva Zanicchi invece il teatro è un quasi debutto. In “Tre Donne in cerca di guai” interpreta il ruolo di Martine, una donna abbandonata dal marito dopo trent'anni.
Iva, c'è chi dice che sei la sorpresa dello spettacolo.
«Ma chi lo dice? Io non avendo mai fatto teatro cerco di cavarmela. Mi piace, mi diverto e cerco anche di far ridere. Non essendo un'attrice di professione cerco di portare sulla scena il mio personaggio così come sono, rendendolo il più possibile vicino a me».
È una commedia che mostra la forza delle donne?
«Principalmente è una storia di solitudine. Tre donne che per motivi diversi si trovano a vivere insieme e sono tre solitudini che si uniscono. Ma poi succede qualcosa che sveglia le donne che sono in noi. Dentro me c'è sempre una bambina che vuole scoprire cose nuove. A volte vince lei, a volte vinco io. Con questa commedia scherziamo con ironia sull'età che passa».
Nicola Calicchio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
