Tra polemos e armonia il conflitto necessario come origine della vita
Il teologo chiude il ciclo su “La guerra, le guerre” e spiega: «Discordia, stato necessario ma non per distruggere l’altro»
VIGNOLA. Questa sera alle 21, Vito Mancuso sarà ospite alla Sala dei Contrari della Rocca con una conferenza dal titolo “Polemos e Armonia, la dialettica originaria”. L'incontro conclude il ciclo dal titolo “La guerra, le guerre”, organizzato da Claudia Baracchi e da Roberto Alperoli, con il sostegno della Fondazione di Vignola, una rassegna di incontri per riflettere sul tema del conflitto nel centenario dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Vito Mancuso, è teologo, ha insegnato presso l’Università San Raffaele a Milano e l’Università degli Studi di Padova; è autore di numerosi libri, tra cui “Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare” (2013) e il più recente “Questa vita” (2015), ed editorialista del quotidiano La Repubblica. Questa sera proporrà un'interessante riflessione sul conflitto inteso come dimensione originaria della vita, un'ineliminabile dialettica tra due forze opposte, da un lato Polemos (il dissidio, la guerra), dall'altro Harmonia (il legame armonico).
Prof. Mancuso, Polemos e Armonia sono due forze strutturali?
«Le vedo presenti nella vita in ogni fenomeno, a partire dagli atomi ma fino ai sistemi vitali superiori. Più sale il grado della complessità e dell'organizzazione dell'essere più si è in presenza di vita e vitalità, più si è in presenza di armonia e di polemos, che sono due leggi che si contrappongono. Perché armonia dice relazione, unione, e sistema, mentre polemos è il contrario di tutto questo, dice conflitto, separazione, e quindi rottura del sistema».
Ed è in questa dialettica continua che nasce il mondo?
«Il mondo è un processo esattamente grazie alla presenza di queste due dinamiche. La vita è così difficile sia da interpretare con la mente sia da vivere con il corpo, l'anima, i sentimenti perché non è univocamente determinabile. Armonia è prima, perché la vita è un sistema, se non ci fosse una vittoria di armonia non ci sarebbe la vita. L'armonia mette ordine, ma è anche vero che polemos è sempre presente, perché i sistemi che armonia costruisce non sono mai definitivi, sono sempre provvisori. La realtà è che si dà questa continua dialettica tra armonia e polemos, e quindi siamo all'interno di una vita concepibile come sistema aperto, quindi una vita che evolve, un sistema che a volte viene sconfitto, negato, ma da questa negazione subentra una nuova vittoria di armonia; ed è in questa dialettica che si da mondo».
Polemos è dunque necessario?
«Polemos è necessario, ma non è da considerare moralisticamente come il male, è ciò che io chiamo il caos, mentre armonia è quella che io chiamo logos».
La guerra è polemos?
«Polemos non vuol dire solo guerra, vuol dire conflitto, discordia. Non necessariamente il conflitto deve sfociare nel conflitto armato. Non si vuole dire che è necessaria la guerra, è necessaria la discordia, ma non la guerra. Se pensiamo a cosa accade nelle famiglie, semplicemente, quando i figli crescono lo fanno polemicamente negando i padri; polemos è necessario nel mondo delle idee, nella politica, nell'economia come concorrenza. Questa dimensione della discordia, del conflitto, della competizione è necessaria, ma non significa conflitto armato volto alla distruzione dell'altro. Sogno un mondo senza armi ed eserciti, senza frontiere, lo sogno, ma so che è un'utopia. È un continuo ideale verso cui tendere, ma sono abbastanza consapevole che qui e ora un mondo senza polemos non è configurabile».
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