Il “Vangelo Yankee” di Nicolò Gianelli
Pubblicato l’intrigante romanzo postumo del giovane bibliotecario modenese
«Chi è Kristof Katrakowsky Kazachenko?. Da questa domanda parte un viaggio a ritroso attraverso gli Stati Uniti, dalle spiagge di Los Angeles al deserto dell’Arizona, dalle regioni dei grandi laghi ai grattacieli di New York. Un on-the-road atipico dove le comparse diventano protagonisti e i protagonisti assumono ruoli insignificanti. Ogni stato introduce nuovi personaggi apparentemente slegati tra loro che finiranno per fondere le loro storie in un unico, incredibile intreccio. Fino all’ultima tappa (la prima, in ordine cronologico) dove si scoprirà l’identità di un uomo che col suo mistero ha gettato un alone fantastico su tutti gli Stati Uniti».
Eccolo qui, con la presentazione dello stesso autore, il “Vangelo Yankee”, ovvero il romanzo postumo dello scrittore modenese prematuramente scomparso a luglio, quando la sua nuova e quinta opera era conclusa. Un viaggio “on the road” in un’America fantastica che Nicolò Gianelli Vandini, modenese, classe 1982, laureato in filosofia, ha scritto con efficace sapienza. Tanto che l’editore ha deciso di organizzare con la mamma di Nicolò, Angela, e con la famiglia la pubblicazione e la presentazione dell’opera, che ha già segnato due tappe, a Sassuolo e a Nonantola. Il 13 dicembre saranno a Modena. Un romanzo scritto con la sensibilità di questo ragazzo, cresciuto lavorando nella piccola biblioteca di Nonantola, “piena di arzille vecchiette”, come amava scherzare lui stesso. Nicolò non scrive mai in terza persona e per la profondità dei temi e l’originalità dello stile è stato premiato in diversi concorsi letterari. Il romanzo consta di 247 pagine per la collanaMuddy Waters. Editore la “round midnight edizioni, fondata da Domenico Cosentino: «Le nostre pubblicazioni hanno prezzi popolari, non ci affidiamo ad alcun distributore ma abbiamo “costruito” una rete di librerie indipendenti», spiega l’editore. All’ultima presentazione nel teatro Triosi della sua Nonantola, in un contesto di suoni jazz, c’erano anche i colleghi e gli amici di Nicolò. Commossi, e certi di poterlo incontrare ancora, ogni volta che ne leggono le belle parole. (ase)
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