Gazzetta di Modena

I “Nidi di affetto” di Alice vincono il Premio Vignali

di Michele Fuoco
I “Nidi di affetto” di Alice vincono il Premio Vignali

La Vacondio, dell’istituto Chierici di Reggio, si aggiudica il concorso fotografico dedicato ad un ragazzo del Venturi scomparso nel 2011. Altri tre riconoscimenti

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MODENA. Alice Vacondio è la vincitrice del Premio Davide Vignali, il concorso fotografico e video ideato, nel 2011, da Marisa Spallanzani e Doriano Vignali, genitori del ragazzo, prematuramente scomparso, mentre era ancora allievo dell'Istituto d'Arte Venturi. Un concorso che, aperto agli studenti del quinto anno delle scuole superiori dell'Emilia-Romagna e promosso da Fondazione Fotografia, dall'Istituto Venturi, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e con il patrocinio del Comune, ha visto quest'anno l'affermazione della studentessa del liceo artistico Chierici di Reggio Emilia per il progetto “Nidi di affetto”. Alla giovane è stato assegnato il premio di mille euro, durante una cerimonia avvenuta ieri mattina nell'atelier di via Giardini 160, sede didattica della Fondazione. La giuria, composta dalla famiglia Vignali, Paola Micich, i docenti al Venturi Antonella Battilani e Maria Menziani, e Claudia Fini della Fondazione Fotografia, ha colto la capacità di Alice Vacondio di “descrivere con semplicità e immediatezza l'intimo e precario bisogno di spazi di affetto e introspezione, la cui ricerca nel fluire pressante della socialità contemporanea risulta essere sempre più necessaria e preziosa. Le sue sono immagini accoglienti e delicate che disegnano, nel movimento curvilineo dei corpi rannicchiati, il ripiegamento in una dimensione personale che deve essere difesa e preservata”. Secondo premio, per il progetto “Aeree passeggiate” a Alessia Sgarbi, del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna, che potrà frequentare, gratuitamente, un workshop di Fondazione Fotografia. Terzo posto per il progetto “Svelano nascondendo” di Sara Dotti dell'Istituto Venturi alla quale è stato consegnato un buono libri della Fondazione per un valore di 150 euro. Cinquecento euro sono andati a Mirea Papotto che si imposta, per il progetto “Black Line” come vincitrice dell'apposito premio riservato ad uno studente dell'Istituto Venturi. Entusiasta Filippo Maggia, direttore di Fondazione Fotografia, per la qualità sempre più elevata dei progetti dei partecipanti che quest'anno sono stati 44. E la fotografia sembra parlare al femminile, tanto che nella mostra (fino al 13 novembre; dal lunedì al venerdì 9.30-17) della selezione dei migliori lavori, allestita in questa occasione, ci sono 10 ragazze (alle vincitrici si aggiungono Giulia Brighenti, Chiara Datteri, Giulia Ferrarini, Emma Ghini, Elena Nannini, Martina Nobili) e un ragazzo, Gentian Erebara.

Il concorso trova di anno in anno maggiore interesse e tante adesioni. Entusiasmo hanno dimostrato gli studenti, ma pure insegnanti e genitori che hanno voluto essere presenti alla consegna dei premi. Una cerimonia anche d'emozione, con la signora Marisa che evidenzia come «da questo concorso riceviamo quel calore umano quell'energia di cui abbiamo bisogno. Nelle loro opere i ragazzi si mettono in gioco, si confrontano, sanno esprimere emozioni, inquietudini, sogni che riconoscevamo anche in Davide». E sui «progetti belli presentati dai ragazzi che aspirano all'arte, alla creatività», pone l'accento Andrea Landi, presidente della Fondazione. «E ciò non è poco in una società dove la cultura ha fatto un passo indietro». Esalta il premio, indirizzato ai giovani, l'assessore alla Cultura Cavazza che sottolinea «il ruolo dell'Istituto Venturi che si occupa di educazione all'arte».

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