Micheli: un testo di Costanzo per far riflettere divertendo
Modena. L’attore con Vito protagonista di “Un coperto in più”, regia di Gianfelice Imparato storia di ribaltamento di ruoli tra vittima e carnefice e di una donna misteriosa
MODENA. Da stasera a giovedì, alle 21.15, al teatro Michelangelo va in scena “Un coperto in più” di Maurizio Costanzo per la regia di Gianfelice Imparato. Gli interpreti sono Maurizio Micheli, Vito, Loredana Giordano, Alessia Fabiani. La commedia, scritta nel 1972 da Maurizio Costanzo e portata in teatro, allora, dai fratelli Giuffrè, riscosse subito uno straordinario successo, tanto che la critica, unanime, riconobbe in questo progetto teatrale uno di quelli candidati ad entrare di diritto negli annali del Teatro Italiano. E così è stato. Lo spettacolo, riproposto sul palcoscenico ai giorni nostri da Gianfelice Imparato, grande attore di teatro e cinema, vede protagonisti due interpreti molto amati e apprezzati dal pubblico: Maurizio Micheli e Vito che, dopo una carriera che li ha visti impegnati in modo eclettico con cinema, tv, scrittura, scelgono ancora una volta il teatro per coinvolgere ed emozionare il pubblico. La trama vede un ricco gioielliere vivere una apparentemente felice e tranquilla vita coniugale con la moglie. La moglie, bella e sensibile, piena di charme, è talmente eccezionale che sembra non esistere più... o forse non è mai esistita. Un giorno arriva un piccolo imbroglione che, tentando di rifilare gioielli falsi, entra, suo malgrado, all'interno di questa incredibile famiglia dove la padrona non esiste ma inizia un vero rapporto a tre assolutamente reale con tanto di dialoghi, domande e risposte fatte ad una sedia vuota. Una commedia sempre attuale che saprà evocare nello spettatore tanta emozione e divertimento che porterà anche riflettere su questa storia.
«È una commedia divertente ma con un fondo di malinconia - spiega Maurizio Micheli - È la storia di un'amicizia anomala che nasce tra due persone che non potrebbero mai diventare amici poiché in qualche modo competitivi. Uno è un ladro, un imbroglione e l'altro è un gioielliere ricco. Poco alla volta il ladro da persecutore diventa un perseguitato. Alla base però c'è la storia di due solitudini alla ricerca di un'amicizia. È un po' una storia di attesa».
Un Godot al femminile?
«Esatto. Tutto ruota attorno ad una donna che dovrebbe arrivare, c'è e non c'è oppure vive solo nella fantasia».
È una storia comunque attuale.
«Amicizia e solitudine sono due cose che ci sono state, ci sono e ci saranno sempre. È una commedia comica che porta a piacevoli riflessioni».
La commedia è scritta in italiano ma si presterebbe anche al vernacolo?
«In un certo senso è così. Io la interpreto in italiano ma sul palco con me ci sono anche attori di altre regioni. Vito è di Bologna mentre le attrici sono di Roma e Napoli».
Nelle tappe già fatte la gente come ha reagito?
«Molto bene. Il pubblico si riconosce in questa storia divertente che strappa risate».
Il rapporto con Vito sulla scena?
«Ottimo. Non avevo mai lavorato con lui ma ha una empatia con il pubblico molto coinvolgente. Siamo proprio un bel gruppo ed i risultati si stanno vedendo».
Ha già lavorato a Modena?
«Diverse volte, sempre al Michelangelo. L'ultima è stata tre anni fa e devo dire che è un pubblico caldo che riconosce e apprezza le belle storie. Speriamo di farlo contento anche questa volta».
Nicola Calicchio
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