Gazzetta di Modena

A Modena un cult del musical: arriva Jesus Christ Superstar

A Modena un cult del musical: arriva Jesus Christ Superstar

In scena, al teatro Comunale di Modena, con Ted Neeley, protagonista dell’omonimo film icona degli anni ‘70, 24 acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce

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MODENA. Il capolavoro di Andrew Lloyd Webber è passato alla storia come uno dei musical più famosi e amati di tutti i tempi, anche grazie alla versione cinematografica che ne diede Norman Jewison negli anni ’70. Un successo dovuto alla fortunata combinazione fra musica rock, teatro musicale e una grande storia immortale. È Jesus Christ Superstar, in scena per la rassegna “Musical!” al Comunale Pavarotti stasera e domani (alle 21) nell’edizione curata e prodotta in Italia da Massimo Romeo Piparo e da PeepArrow Entertainment.

Un’edizione che presenta nel ruolo del titolo Ted Neeley, storico protagonista del film di Jewison, in un nuovo spettacolo che ha debuttato al Teatro Sistina di Roma e che ha già tenuto 120 repliche in 16 città italiane. In scena con Ted Neeley anche Feysal Bonciani (Giuda), Simona Distefano (Maria Maddalena), Paride Acacia (Hannas), Emiliano Geppetti (Pilato), Claudio Compagno (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Mattia Braghero (Pietro) e Salvador Axel Torrisi (Erode). L’ensemble musicale è diretto da Emanuele Friello, in scena 24 tra acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, le scenografie di Giancarlo Muselli elaborate da Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Era la primavera del 1969 quando l’allora ventenne e sconosciuto Andrew Lloyd Webber compose la canzone Superstar, sul testo dell’amico 23enne Tim Rice. Il singolo usciva quasi in sordina in Inghilterra nel novembre dello stesso anno e nel dicembre arrivava a un imprevisto successo negli Stati Uniti. Questo è il nucleo da cui è nato il musical. Una sacra rappresentazione moderna e laica, amata e contestata, degli ultimi sette giorni di Cristo che ancora oggi, a più di 40 anni di distanza, colpisce per forza e drammaticità nella sua miscela di rock e Vangelo. Insieme Webber e Rice avevano scritto nel ’68 Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcot (Giuseppe e il suo stupefacente mantello in technicolor) sul personaggio biblico. Poi l’intuizione di un Gesù rivisitato però dal punto di vista di Giuda. Così nel 1970 nasceva l’opera rock Jesus Christ Superstar, un doppio album con un’orchestra sinfonica di 85 elementi, 6 musicisti rock, 3 cori. La parte di Gesù venne interpretata da Ian Gillan dei Deep Purple. Fu l’album più venduto negli Stati Uniti nel ’71.

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