Gazzetta di Modena

ViaEmiliaDocFest: il cinema della realtà s’incontra a Modena

di Gabriele Farina
ViaEmiliaDocFest: il cinema della realtà s’incontra a Modena

Sesta edizione del festival con venti opere in concorso Omaggio a Pasolini, donne registe, il cinema di Caligari

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MODENA. Un candidato all’Oscar, due omaggi, quattro giorni di grande cinema… È l’inizio della “tabellina” di ViaEmiliaDocFest, il Festival del cinema documentario in programma da giovedì 5 a domenica 9. Diciassette le proiezioni gratuite al Teatro dei Segni, venti le opere in concorso per la sesta edizione di una rassegna mai così “rosa”. Non è un caso che la prima sera, giovedì, sarà proiettata la pellicola “Il cerchio perfetto” di Claudia Tosi. Modenese d’origine e carpigiana d’adozione, la cineasta ha ricevuto il primo riconoscimento internazionale nel 2004. Eppure, «da noi è molto meno nota - ha ammesso il direttore artistico del Festival, Fabrizio Grosoli - in una prospettiva da cannocchiale rovesciato». L’opera di Tosi sarà proiettata alle 21.30. Un’ora prima toccherà alle “Ricette di vita” di Alberta Pellacani, autrice carpigiana. Un bis femminile «casuale fino a un certo punto», ha riconosciuto Grosoli, visto che «in questa regione sono attive molte cineaste». L’indomani, venerdì, ecco l’appuntamento con il primo regista uomo: Claudio Caligari. È scomparso il 26 maggio scorso, ma il suo “Non essere cattivo” è stato selezionato per rappresentare l’Italia nella “Notte delle stelle” a Los Angeles. Alle 14.30 sarà Leonardo Gandini, docente di storia del cinema all’Università di Modena, a presentare il suo “Amore tossico”. Alle 16.30 spazio a “La pazza della porta accanto”, racconto su Alda Merini della regista partenopea Antonietta De Lillo. Alle 18.30 il secondo appuntamento con Caligari, che torna a descrivere scene della vita nascosta romana in “L’odore della notte”. La presenza femminile sarà ribadita da “Sbagliate” (20.30) di Daria Menozzi e Elisabetta Pandimiglio e “Ishane, in viaggio con papà” di Nicoletta Manzini. La prima racconta la scelta della maternità, la seconda descrive un viaggio di una giovane alla ricerca delle sue radici. Sabato 7 ci sarà il clou … al mattino. Alle 10 il Teatro dei Segni ospiterà proprio “Non essere cattivo”. Uno spaccato sulla gioventù di oggi, insignito del premio Pasinetti al Festival di Venezia, seguito da un omaggio curato da Gandini e Roy Menarini, docente di storia del cinema dell’ateneo bolognese. Alle 15 partirà “L’Italia che non si vede” con “Napolislam”. Un viaggio sui convertiti al Corano ai piedi del Vesuvio. Al monte è dedicato “Sul vulcano” di Gianfranco Pannone, il documentario che chiuderà il trio. In mezzo (alle 17) “Trid cmè la bula”, narrazione di quando Parma insorse ai fascisti. La regia è affidata a Pannone, componente della giuria di quest’anno. Alle 20 sarà consegnato il primo dei riconoscimenti previsti. I giudici, in questo caso, sono i visitatori del sito dell’evento. Sul portale sono caricati tutti i venti film selezionati dei 110 pervenuti al concorso. La pellicola più cliccata frutterà al (o alla) regista un premio di 200 euro. La cifra quintuplica per il premio della Giuria ufficiale, composta da cinque persone. Riconoscimenti dalla redazione di “Cinemaitaliano.info” e dai “Documentaristi Emilia Romagna” per il miglior documentario prodotto o ambientato in regione. Si tornerà al cinema con “COSEsalve” della fotografa Alberta Pellacani. Un racconto iconografico sul terremoto proiettato dopo la cerimonia. Seguiranno gli “Uomini proibiti” di Angelita Fiore. Domenica 8 l’appuntamento con la storia diverrà più forte che mai. Alle 15.30 in scena i “Sabotatori” di Nico Guidetti e Matthias Durchfeld. Riflessioni sull’antifascismo oggi a 70 anni dalla Liberazione. Seguirà alle 17.30 “Crocevia Fossoli” di Federico Baracchi e Roberto Zampa. Un’opera sugli ex internati del campo di concentramento alle porte di Modena, realizzato con la Fondazione ex Campo Fossoli. Ultimo (se così si può dire) Giuseppe Bertolucci che racconta Pier Paolo Pasolini. Alle 20.30 ci sarà “Pasolini prossimo nostro”, seguito da “La rabbia di Pasolini”. Un tributo all’intellettuale bolognese reso dal regista parmense, scomparso tre anni fa. Nel 2014, in cui hanno partecipato circa millecinquecento persone, erano giunte 70 opere. «Basterebbe un piccolo incremento in un budget quasi simbolico - ha garantito Grosoli - per allargare il numero degli ospiti». Risorse che potrebbero arrivare dalla Regione. L’assessore alla Cultura Massimo Mezzetti ha ricordato alcuni dati: circa 4 milioni di euro per il cinema, di cui 1.2 milioni per la produzione; 800 imprese e 4mila addetti. «L’impegno per la produzione è stato decuplicato - ha garantito Mezzetti - contiamo di raddoppiare imprese e addetti entro fine legislatura. Il presidente Bonacini s’è impegnato a triplicare le risorse alla cultura. L’aumento consentirebbe interventi nella direzione auspicata da Grosoli».

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