“A teatro nelle case” delle Ariette apre con “Amore e anarchia”
BOLOGNA. «Pensiamo il teatro in relazione al territorio. Lo portiamo fuori dagli spazi convenzionali. Cerchiamo l'incontro ravvicinato tra gli attori e gli spettatori nell'intimità di una casa, la...
BOLOGNA. «Pensiamo il teatro in relazione al territorio. Lo portiamo fuori dagli spazi convenzionali. Cerchiamo l'incontro ravvicinato tra gli attori e gli spettatori nell'intimità di una casa, la condivisione delle esperienze». È su queste basi che da ormai diciotto anni il Teatro delle Ariette persegue un progetto con coerenza e dedizione, con la convinzione che il teatro sia un'arte da vivere al presente, nell'immediatezza in cui si concretizza, come accade nel loro Deposito Attrezzi di Castello di Serravalle dal 1997.
È così che da oggi, alle 17,30, nella sala di via Rio Marzatore, prende il via la 19esima edizione di “A teatro nelle case”, la rassegna autunnale delle Ariette, con “Amore e anarchia” del Teatro delle Albe, uno spettacolo di Luigi Dadina e Laura Gambi tratto dall'omonimo testo di Claudia Bassi Angelini.
Sabato prossimo, invece, alle 21 Elena Bucci e Claudio Morganti presenteranno “Recita dell'attore Vecchiatto nel Teatro di Rio Saliceto”, un testo di Gianni Celati in cui attraverso la presunta autobiografia di un grande attore si intende riflettere sulla caducità dell'uomo, sulla vita e sulla morte.
Domenica 15 novembre, invece, alle 17,30, nuovamente il teatro delle Albe proporrà “La camera da ricevere” di e con Ermanna Montanari, un racconto ove prendono vita figure ritagliate dal repertorio della straordinaria attrice romagnola, dall'asina parlante Fatima a Rosvita, da Arpagone a un'istupidita Alcina.
Tutti artisti, dicono alle Ariette, che «amano il loro lavoro e lo fanno bene, benissimo, regalando meraviglie agli spettatori che li sanno accogliere, ascoltare e guardare, che sanno aprire con loro un misterioso dialogo intellettuale ed emotivo».
Il fascino della rassegna è però in larga parte aumentato dal luogo in cui si realizza, lo spartano, silenzioso Deposito Attrezzi ove Paola Berselli e Stefano Pasquini ti accolgono come un ospite prezioso, non come un semplice spettatore, perché quella è la loro casa, luogo metaforico ove «gli attori e gli spettatori si incontrano e creano una comunità. Una comunità provvisoria e poetica: la vita». Anche per questo, la prenotazione, al numero di telefono 051.6704373, è obbligatoria, giacché la loro idea di teatro si sposa con l'attenzione, la concentrazione, e a chi interviene si vuole garantire un'esperienza in cui ascolto e visione hanno poco da spartire con la canonica partecipazione ad uno spettacolo teatrale convenzionale.
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