Quel “nomade” dell'incanto
A Vignola omaggio al poliedrico architetto Cesare Leonardi
VIGNOLA. Al Moma di New York, al Centre Pompidou di Parigi e in altri famosi musei sono esposti oggetti di design, come la poltrona “Ribbon chair” e la sedia a dondolo “Rocking chair” progettate in vetroresina e brevettare nel 1966 e 1967 dallo Studio di Cesare Leonardi e Franca Stagi. Una creatività tutta modenese che continua con Leonardi al quale il sindaco Muzzarelli ha consegnato, il 3 giugno, la Bonissima per l'80esimo compleanno. All'architetto fotografo, pittore e scultore rende omaggio, domani, Vignola con la presentazione del libro di Maria Cristina Vecchi (APM Edizioni, pp.110, euro 20), e con una mostra. Il libro viene presentato, alle 15.30, nella Rocca. Interverranno, dopo il saluto del sindaco Smeraldi, Giulio Orsini e Francesco Samassa dell'Archivio Leonardi per mettere in luce l'opera di ricognizione dei materiali d'archivio presenti nel suo studio. A Stefano Bulgarelli il compito di tracciare il suo percorso fotografico. Alle 17 inaugurazione della mostra al Salotto Muratori, con fotografie e altri materiali (pubblicazioni, catalogo-oggetti...) che documentano l'infanzia, gli affetti e il suo poliedrico lavoro, grazie anche alle immagini scattate di recente dall'architetto Luca Longagnani cui si deve il progetto grafico del libro. Radicati i legami con Vignola, non solo per le origini della madre Emma (suo padre era di origini spilambertesi), e del nonno Umberto, ma anche perché Cesare ha trascorso i primi anni di vita in località Brodano. A Vignola c'è il Centro Nuoto che porta la sua firma e quella della Stagi, con la quale Cesare ha realizzato la scuola materna e asilo Nido Don Bondi di Spilamberto, il Centro Nuoto di Mirandola, il Parco Pontesanto a Imola, il Parco Amendola a Modena. I due sono artefici della ristrutturazione e restauro del Collegio e Chiesa San Carlo. Leonardi lega il suo nome anche all'architettura degli alberi, con una ricognizione fotografica da Firenze alle colline modenesi e reggiani, trasferita, con lo studio delle ombre, in 364 pagine a china. E' sua anche la città degli alberi di Bosco Albergati (40 ettari di varie specie arboree) a Cavazzona di Castelfranco. Con la macchina fotografica ha indagato ogni angolo del Duomo di Modena, il Palazzo Ducale, le ombre sugli edifici della città. Di ricerche d'avanguardia si nutrono anche (stretta l'amicizia con gli artisti Cesare e Ivo Soli) le sue pitture e sculture in legno.
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