Documentari: bilancio positivo e primi sguardi all’edizione 2016
MODENA. Un record confermato «e ci sono ancora buone possibilità di crescere». Roberto Roversi, direttore artistico del ViaEmiliaDocFest con Fabrizio Grosoli, traccia un bilancio positivo della...
MODENA. Un record confermato «e ci sono ancora buone possibilità di crescere». Roberto Roversi, direttore artistico del ViaEmiliaDocFest con Fabrizio Grosoli, traccia un bilancio positivo della sesta edizione appena conclusa. «Abbiamo registrato le stesse presenze dello scorso anno», dice il presidente nazionale dell’associazione Unione circoli cinematografici. Nel 2014 erano state 1.500 le visite al Festival del cinema documentario al Teatro dei Segni. La sede potrebbe essere la chiave di volta per fare meglio già dall’anno prossimo. «Il Teatro è perfetto per incontrare gli autori - spiega Roversi - ma una delle condizioni perché il Festival sia raggiunto meglio da tutti è che abbia una collocazione più centrale». Il Teatro Pavarotti? «Con il budget non si possono pretendere spazi con spese troppo onerose - risponde l’intervistato - ma si possono trovare soluzioni intermedie, che potrebbero significare anche migliorare la qualità delle proiezioni. Un proiettore digitale renderebbe l’esperienza migliore sia per il pubblico sia per gli autori». A proposito, chi era lo “spettatore tipo”? «Il pubblico era più maturo - ricorda il presidente Ucca - nelle proiezioni più locali. La retrospettiva su Claudio Caligari probabilmente era sfuggita a tutta una generazione. “Non essere cattivo” (candidato italiano agli Oscar 2016) ha fatto da traino, ingenerando curiosità a giovani digiuni dell’opera di Caligari». Ragazze e ragazzi che potrebbero pensare a un documentario per la settima edizione di ViaEmiliaDocFest. «Nel passaggio dalla pellicola al digitale - dice Roversi - si sono azzerati i costi. Bastano una buona idea e una buona storia, poi bisogna saper “scrivere” un documentario». Per Roversi l’ingrediente vincente è stato un mix tra maestri nazionali «come Pannone», pellicole rosa «come “Sbagliate”», temi locali «come Crocevia Fossoli» e omaggi «come quello di Giuseppe Bertolucci e Pasolini». Il concorso online è stato vinto da “Animata resistenza” con 553 voti. «L’iniziativa è molto coinvolgente - garantisce Roversi - e sono giunte opere sempre più di qualità. Modena è una delle prime a livello europeo a usare questa formula». C’è anche un contro. «Lasciare per 45 giorni un film in libera visione sul web - ricorda il presidente - può creare qualche reticenza in chi ha investito molte risorse nel produrre un documentario». Infine, una curiosità. «All’incontro con l’assessore regionale alla Cultura Mezzetti - conclude Roversi - c’è stata una delegazione campana che ha chiesto una “persuasione morale” per la loro regione. Ciò dimostra che da noi ci sono le persone giuste nel posto giusto: non sempre va così».
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