E l'artista dà voce al colore
Alla Saletta musica e poesia per la personale di Policarpo
CASTELFRANCO. Musica e poesia per la pittura che Vincenzo Policarpo presenta, fno al 21 novembre, alla Saletta delle Arti. Un vivificante rapporto che, verificato all'inaugurazione della mostra di sabato scorso nello spazio espositivo di piazzale Curiel, afferma la singolare convivenza tra le arti, tra i diversi linguaggi che sostongono il carattere multiforme delle esperienze creative da comunicare in un panorama senza barriere e frontiere. La musica, quella dell'Esemble Mandolinistico Estense, diretto dal maestro Roberto Palumbo, ha assunto rilevanza nell'energia dei suoni, attraverso mandolini, chitarre, mandola, violoncello e chitarra basso (sono stati eseguiti brani di Rossini, Munier, Calace, Mezzacapo, Louis Emma), trovando relazioni con elementi segnici e cromatici, di varianti combinatorie, dell'opera pittorica dell'artista siciliano di nascita e modenese di adozione. Incroci sottili che avverano segrete identità, possibili analogie tra suoni, colori, forme e parole. Quelle parole che nutrono, dando densità di significato, le poesie di cui Policarpo è autore (sei le raccolte pubblicate, la più recente è “Ultimo volo”), lette da Carlo Cammuso in questa occasione. L'evento a Castelfranco, condotto da Sergio Greco, ha sostenuto l'articolazione di unità distintive di pensieri e caldi sentimenti dell'esistenza, manifestati dalla pittura, dalla musica e dalla poesia che sanno trovare tra loro collegamenti illuminanti, pur nel carattere multiforme della ricchezza di voci di cui esse si connotano. Arti da meditare nella loro specificità ma anche in una visione dello spirito vitale che le unisce e porta la pittura di Policarpo, fatta di strumenti musicali, mandolini in particolare, ad un gioco di strutture dinamiche, ad una costruzione ritmica che intreccia colori di differenziate gradazioni di tono e dettagli lineari o curvilinei per una incessante danza di componenti eterogenei che si compenetrano in una particolare armonia. Le fluide cromie conferiscono palpiti d'emozione all'irrequieto segno frammentato, concretizzando con il massimo di libertà la forte tensione musicale degli strumenti in una spazialità infinita. Il colore vibra in una atmosfera che distilla la luce, capace di contribuire a scoprire la risonanza delle forme pure, che si dilatano al di fuori di qualsiasi progetto di misura per orchestrare una singolare configurazione polifonica.
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