Cinque secoli raccontati da sessanta gioielli
Una mostra storica all’Accademia con opere delle collezioni Bper, AssiCoop e Provincia. Si inaugura il 4 dicembre
MODENA. Arriva a Natale la grande mostra dal titolo “Passaggi. Tempi e geografie dell'arte a Modena dal Rinascimento alla globalizzzazione”. Una rassegna che, allestita al Palazzo Ducale, dove verrà inaugurata il 4 dicembre, traccia un percorso sulla creatività modenese dal Rinascimento ad oggi, senza escludere artisti di altre località che hanno operato nella nostra città. È a cura di Francesca Piccinini, direttrice del Museo Civico, e degli storici dell'arte Lucia Peruzzi e Luciano Rivi che firmano l'introduzione del catalogo. Per l'arte degli ultimi 70 anni preziosa la collaborazione del critico Mario Bertoni. Si attingerà dalle ricche collezioni della Banca Popolare dell'Emilia Romagna (Bper), dell'AssiCoop e della Provincia per la selezione di opere. Una selezione molto rigorosa, se si considera che sono poco più di 60 le opere che rappresenteranno oltre cinque secoli di arte in città e nel territorio.
Tre le sezioni della mostra: la prima mette insieme dipinti dal Quattrocento al Settecento e si fonda sui dipinti del passato di cui dispone l'istituto di credito di via San Carlo; la seconda indaga sul lavoro degli artisti dall'Ottocento al 1940 di cui l'AssiCoop ha una raccolta di tutto rispetto; la terza si compone di pezzi, dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri, che la Provincia ha acquisito in più occasioni e che ora sono sotto la tutela del Museo Civico. Con l'altarolo portatile di Cristoforo da Lendinara, raffigurante la Madonna con bambino e S. Bernardino inizia il percorso della mostra in tre sale del palazzo dell'Accademia. Un pezzo del Quattrocento, forse il più importante dell'esposizione, che fa parte della collezione della Bper, di cui è curatrice Lucia Peruzzi che ha in questa occasione organizzato la prima sezione. Una sezione in cui figurano le opere di Annibale e Ludovico Carracci, Chierici, Cavedoni, Desubleo, Boulanger, Stringa, Vellani e Zoboli. Spiccheranno alle pareti “Amore dormiente” di Guido Reni e “Apollo e Marsia” del Guercino. Da segnalare due dipinti di Marcantonio Franceschini, autore della decorazione nel Salone d'onore del Palazzo Ducale. «La mostra - dice la Peruzzi - rivolge l'attenzione agli artisti, non solo ai modenesi, che hanno lavorato per Modena e per la Corte. E il titolo “Passaggi” sta ad indicare il tempo, le scuole, le Accademie... Una rassegna allargata, in questa prima parte, alla cultura e all'attività degli Estensi, che si pone come espressione del collezionismo, a partire dal '400». Nomi di spicco anche nella collezione AssiCoop, da cui Rivi ha “prelevato” l'autoritratto di Muzzioli, “S. Giovannino” di Adeodato Malatesta, quadri di Zampighi, Bellei, Graziosi, Vellani Marchi, ma pure tre sculture: il busto di Francesco IV per mano di Giuseppe Pisani, un adolescente di Graziosi e un altro di Magelli. «Si è voluto indagare - sostiene Rivi - sulle geografie dell'arte, su quegli autori che hanno saputo confrontarsi con altre esperienze in Italia (Bologna, Firenze, Roma, Venezia), ma anche all'estero (Parigi). Un rapporto con centri significativi per verificare il loro lavoro tra diversi modelli, trovare stimoli per nuove ricerche ed entrare anche in un circuito mercantile».
A Bertoni il compito della cernita tra il materiale pittorico della Provincia. E i nomi sono noti: Mattioli, Mac Mazzieri, Vecchiati, Annovi, Pelloni, Spattini, Trevisi..., cui si aggiungono i viventi: Franco e Wainer Vaccari, Cremaschi, Della Casa, Guerzoni, Chiesi, Manfredini, e pure Corrado Bertarini e Michela Lorenzi dell'ex “Progetto Giovani”. «Le mie preferenze - sostiene Bertoni - sono andate a quei modenesi che hanno guardato a movimenti internazionali, assorbendone le novità».
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