Gazzetta di Modena

alle università di new york e detroit

Nunzia Manicardi ambasciatrice del “Made in Modena” negli Usa

Nunzia Manicardi ambasciatrice del “Made in Modena” negli Usa

«Ho visto solo tre Fiat, però tanto cibo pseudo-italiano e anche… tanta crisi! Ma non ho mai avuto il timore di scippi e aggressioni, né ho visto atti di vandalismo come da noi». È il commento...

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«Ho visto solo tre Fiat, però tanto cibo pseudo-italiano e anche… tanta crisi! Ma non ho mai avuto il timore di scippi e aggressioni, né ho visto atti di vandalismo come da noi». È il commento della scrittrice e giornalista modenese Nunzia Manicardi al ritorno dagli Stati Uniti dove era stata invitata da Università pubbliche a tenere conferenze su temi del “made in Italy” e “made in Modena” di cui si è ampiamente occupata nei suoi libri e, in particolare, su storia dei motori modenesi e musica popolare. La Manicardi è stata ospite della Stony Brook University di New York (Long Island) e della Wayne University di Detroit dove è stata invitata come relatrice per la “XV Settimana della Lingua italiana nel mondo”.

«È stato per me un onore e un piacere parlare dell'Italia e di Modena in un contesto di tale prestigio, sotto l'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica, della Società Dante Alighieri, dei Comitati Italiani all'estero e alla presenza della Console Lapresa - dice l'autrice modenese. - Il mio intervento a Long Island si è svolto appena una settimana dopo una bella manifestazione di auto italiane d'epoca, così ho ricordato anche che fu Tazio Nuvolari con l'Alfa Romeo della Scuderia Ferrari a vincere nel 1936 la prestigiosa Coppa Vanderbilt che allora si correva lì. La situazione economica non è certamente rosea neppure negli Usa - continua Nunzia Manicardi. - Mi ha impressionato il fenomeno dell'abbandono delle città industriali in crisi economica, molto evidente a Cleveland, in Ohio, e a Detroit, in Michigan dove, nelle ore di punta, sulle larghissime strade del centro città non passa quasi nessuno. È anche vero che Detroit, bellissima, sta cercando di riprendersi. Le Fiat, però, non esistono. Ne ho visto tre e solo lì dove le producono. La Chrysler invece continua a piacere molto. Ma quello che mi ha colpito più di tutto - conclude la Manicardi - è che in questo mese in cui ho girato a piedi dappertutto, da New York a Detroit, da Buffalo a Chicago, non ho mai avuto alcun problema o timore. Né tanto meno ho visto cassonetti incendiati, cestini e pali divelti, muri imbrattati o gente che mi ha importunata, neppure a parole, o che bivaccava. Del resto i controlli sono preventivi e strettissimi: alla frontiera prendono le impronte digitali complete, anche visive, a tutti gli stranieri (me compresa) e danno solo visti di soggiorno trimestrali e poi fanno controlli capillari ovunque. Quando ho raccontato ai miei amici americani quello che succede in Italia non volevano crederci! È anche vero, però, che gli americani rispettano le leggi».

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