Una monografia di Vaccari per riscoprire Manfredo Fanti
MODENA. È Roberto Vaccari l'autore della pregevole biografia fresca di stampa "Manfredo Fanti patriota e soldato", Colombini editore, a ricordarci che, tra i congiurati insorti il 3 febbraio 1831...
MODENA. È Roberto Vaccari l'autore della pregevole biografia fresca di stampa "Manfredo Fanti patriota e soldato", Colombini editore, a ricordarci che, tra i congiurati insorti il 3 febbraio 1831 contro il dispotico regime reazionario di Francesco IV, c'era anche Manfredo Fanti, fraterno amico di Ciro Menotti: carpigiani di nascita, italiani nell'animo e insofferenti verso quel regime di polizia. L'esito fu tragico: Ciro Menotti penzolò da una forca assieme a Borelli il 26 maggio 1831: atroce sorte cui invece sfuggì Fanti che partecipò alle vicende militari e politiche del nostro Risorgimento fondando nel 1861 l'esercito nazionale dello Stato italiano la cui sede operativa fu l'ex Palazzo Ducale. La fortuna arrise al Fanti che, nel 1831, assente il duca, riuscì con altri insorti (tra cui Gaetano, fratello di Manfredo) a fuggire combattendo al fianco del generale Carlo Zucchi contro gli austriaci nella battaglia di Rimini. Nella monografia emerge che Fanti fece il migrante imbarcandosi su un trabiccolo non affondato per pura fortuna e approdato a Marsiglia.
Giulia Manzini
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