A Modena tre giorni alla scoperta del passato
Tre padiglioni, di cui uno interamente dedicato al vintage, per il gran mercato dell'antico “7.8.Novecento”, fino a domenica, nel quartiere della Bruciata. Si accede dalle 10 alle 19.
MODENA. Tre padiglioni, di cui uno interamente dedicato al vintage, per il gran mercato dell'antico “7.8.Novecento”, da oggi a domenica, nel quartiere della Bruciata. Si accede dalle 10 alle 19. Il biglietto costa 10 euro, ridotto 7 con il coupon o la tessera “Carta Insieme” Conad, che sponsorizza con la Bper la manifestazione. Sette euro anche per chi acquista il biglietto online, evitando code alle casse.
Su un'area di 20mila metri quadrati oltre 300 espositori (per lo più emiliani, campani e trentini), giunti anche dall'Inghilterra, Francia, Spagna, Belgio, propongono i oggetti, ampiamente differenziati, che possono soddisfare i capricci dei collezionisti più esigenti. Ma la rassegna, che ModenaFiere ha fatto sua due anni fa, dopo 26 edizioni organizzate da privati, non è destinata solo agli operatori del settore, ma vuole coinvolgere pure i giovani, facendo opera di persuasione che un “pezzo” antico calza a meraviglia persino in un arredamento d'avanguardia.
Non a caso di “Kontaminazioni” parla la piccola sezione di 100 metri quadrati, a cura di Artigiana Design, che avvera il possibile connubio, creato da 15 artigiani modenesi, tra antico e moderno, facendo coesistere mobili d'epoca (trumeau, tavoli, cassettoni, consolle) e oggetti di design di tempi più recenti. Senza dimenticare che un notevole spazio accoglie il “modernariato”, gli arredi degli anni Sessanta-Ottanta che recano la firma di grandi del design del secolo scorso, come Achille Castiglioni (la lampada Arco), Ettore Sottsass (libreria Carlton), Giò Colombo (poltrona Elda), Aerno Arnio (Bubble Chair), gli Eames, Gaetano Pesce. Pezzi particolari, di ispirazione pop, ancora in produzione, ma a Modena sarà bello trovare gli originali. E la scelta oculata può essere fatta pure tra mobili di sicuro valore, quelli del periodo vittoriano, trumau settecenteschi, statue e dipinti storici, migliaia di oggetti di epoche lontane o di un passato non remoto, ma tutti necessariamente di connotazioni artistiche.
Che la manifestazione coinvolga tutta la città, con negozi e ristoranti, soci di Modenamoremio, che allestiscono in centro storico vetrine di mobili, soprammobili e oggetti vari, e abbia significato culturale lo dicono anche i libri le stampe antiche dal Quattrocento al Novecento che occupano un'apposita area dove ci sono incisioni di maestri, come Durer, Picasso e Mirò, cartine geografiche ed edizioni d'arte.
Merita attenzione “La Secchia rapita” di Alessandro Tassoni (quest'anno ricorre il 450esimo anniversario della nascita), tradotta in dialetto bolognese nel 1767. D'obbligo la visita al padiglione del “Vintage! La moda che vive due volte” che si presenta, secondo l'impronta organizzativa di Romagna Fiere, con le sue diverse sfaccettature, dall'abbigliamento al design, dal cinema alla tecnologia, per dare la vera dimensione di usi e costumi di una volta, dagli anni Venti agli Ottanta.
Da scoprire, e da acquistare se il portafoglio lo permette, gli autentici capi sartoriali e quelli che godono di firme di celebri stilisti, i gioielli, i profumi, gli articoli da collezionismo. Tre sezioni: “Vintage” con abbigliamento e accessori che hanno segnato il secolo scorso; “Remake” con sartorie, aziende di artigiani che mettono in vendita le loro creazioni con materiali datati o dismessi; “Collezionismo” con oggetti della memoria tra cui arredi, giocattoli, profumi, radio, Tv e libri. Una mostra, dell'archivio A.N.G.E.L.O., offre il “caldo elegante racconto” del cappotto in un secolo di vita. Il Vintage è anche musica, eventi live, Dj Set e ballo, con Dance&Dance, i Monelli dello Swing, lo show della performer Scarlett Martini che farà rivivere il burlesque.
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