Se l'anima ha la forma di una piuma
Da D'Arc a Roma disegni di Daniela Alfarano in ricordo di sua madre
«Le mie piume umilmente cercano l'anima o forse l'anima stessa ha la forma di una piuma». Sono “piume” le ultime opere di Daniela Alfarano che nascono, con sottigliezze disciplinari, da grafite su carta. Formano la mostra “Un giorno raccoglierò le mie piume e volerò via” a Roma, da D'Arc - Rifugio d'Arte Contemporanea, in via S. Ippolito 44/a. La piuma acquista valore simbolico: della bellezza, della leggerezza, della caducità. Si offre come immagine del silenzio, dello stupore, una sorta di “nuance” che lascia un alone infinito di purificazione, di memorie. È un'arte che si immedesima in una dimensione religiosa, con opere che lievitano nel segno dell'amore, dando voce ad un'anima che recupera le più segrete ragioni di ordine spirituale, nel ricordo della madre prematuramente scomparsa, e apre una finestra, quella della fede. «La perdita è una sospensione materiale ma non di affetti... Cercavo una mano. Queste piume sono le piume di tutti gli angeli. Di tutte le madri». (m.f.)
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