Magistrale Bach con la Corale Gazzotti
Grande successo del concerto di Santa Cecilia nella chiesa di Gesù Redentore
Con il tradizionale concerto di Santa Cecilia, che si è tenuto nella chiesa di Gesù Redentore, la Corale Gazzotti ha fatto un deciso salto di qualità. Per la prima volta Giulia Manicardi ha affrontato assieme al coro lo studio di una complessa opera bachiana: la Messa in sol minore BWV 235. Si tratta di una delle quattro Messe luterane composte solo dal Kyrie (coro a quattro voci) e dal Gloria, quest'ultimo diviso tra Gloria in Excelsis (coro), Gratias (basso), Domine Fili (contralto), Qui Tollis - Quoniam (tenore), Cum Sancto Spiritu (coro). L'organico strumentale è composto da: oboe I e II, violino I e II, viola e basso continuo. Sebbene qualcuno cataloghi queste messe tra le “opere minori” di Bach, questa, come le altre tre, non è per nulla minore sul piano musicale. La messa in sol minore deriva da precedenti cantate (BWV 102, 79, 187) perché era prassi dell'epoca utilizzare gli stessi materiali per diverse composizioni. Il Kyrie inizia con una parte strumentale, dove i violini sviluppano il contrappunto agli oboi fornendo anche il principale tema melodico. Come in molte opere vocali di Bach l'oboe ha un ruolo primario con parti diverse affidate all'oboe I e all'oboe II. Il ruolo dell'oboe è dominante nel “Qui tollis peccata mundi”, scritto in mi bemolle maggiore come nella Cantata 187, ma affidato invece che al soprano alla voce più forte del tenore. Purtroppo, proprio nell'esecuzione di questa Messa la voce del tenore, pur corretta musicalmente, non aveva il vigore sufficiente per non farsi sovrastare dall'oboe e dare il forte accento, voluto da Bach, alle parole “peccata” e “deprecationem”. Il coro finale “Cum sancto Spiritu” riprende poi la tonalità di sol minore della Messa. Lo studio di questa Messa, iniziato un anno fa dal coro, ha prodotto i suoi frutti. Le voci si sono ben intrecciate, lasciando spazio alle parti solistiche, mostrando agilità e precisione nelle entrate, anche nelle parti fugate, per mantenere la linea armonica della composizione. Si è altresì assistito a una piena integrazione del coro con l'Ostinato Ensemble di Berlino guidato dal primo violino Timoti Fregni. Maia Cabeza ha offerto una superba interpretazione del virtuosistico e affascinante concerto per violino in mi maggiore di Bach mentre l'oboista Magdalena Karolak ha magistralmente interpretato le parti solistiche della Messa con un perfetto fraseggio e il magico suono del suo strumento barocco; come barocchi erano gli altri strumenti dell'ensemble suonati filologicamente mezzo tono sotto quello degli strumenti moderni. Da citare anche la violinista Aime Weiss, la violista Francesca Piccioni, l'oboista Rei Ishizaka e il continuo affidato al violoncellista Daniel Rosin, al contrabbassista Nicola Barbieri e al cembalo e organo di Jia Lim. Impeccabile come sempre la direzione di Giulia Manicardi. Il concerto comprendeva anche il “Lamento sopra la morte di Ferdinando III”, il classico “Tombeau” molto in voga in Francia al tempo del Re Sole, di Johann Heinrich Schmelzer, compositore e violinista della corte austriaca nel 1600 e la Cantata natalizia di Dietrich Buxtehude “Das Neugeborne Kindelein”, per coro archi e basso continuo, eseguito da una parte soltanto del coro Gazzotti e dall'ensemble di Berlino. Buxtehude precede Bach di circa mezzo secolo e a lui Bach guarda come un maestro. Pubblico numerosissimo ed entusiasta, compreso il Sindaco. Modena possiede diverse pregevoli corali composte da musicisti dilettanti. La corale Gazzotti, però, per il difficile e complesso repertorio acquisito e per i modelli interpretativi, pare iniziare a porsi allo stesso livello dei cori professionisti.
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