Gazzetta di Modena

La “Lingua madre” di Rentocchini

La “Lingua madre” di Rentocchini

Il poeta sassolese presenta la sua ultima raccolta questa sera alla sala Biasin

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SASSUOLO. Il sassolese Emilio Rentocchini, uno dei principali poeti italiani, questa sera presenta nella sua città l'ultimo libro di poesie dialettali, "Lingua madre. Ottave 1994-2014" (Incontri editrice, 290 pp., 14 euro) che raccoglie i componimenti dell'ultimo periodo.

L'appuntamento è alle 21 presso la sala Biasin di via Rocca 22 e con Rentocchini dialogherà Mimma Savigni mentre l'intermezzo musicale è affidato ad Alberto Spagni. Il poeta sassolese ha voluto qui 256 poesie scritte per diverse raccolte, a partire da "Otèvi" del 1994 e da "Segrè" del 1998, "Ottave" del 2001, "poediànt" (2004), "Giorni in prova" (2005), "Stanze di confine" (2014). Il lettore in ogni pagina del volume trova il testo dialettale e sotto la traduzione della stessa realizzata sempre da rentocchini: in questo modo si evidenzia quel passaggio che Giovanni Giudici chiamava "Una variante autosufficiente e persuasiva". Alla fine della lettura quel che emerge ci si fa l'idea che per il poeta la vita, nel suo dischiudersi secondo le varie vicissitudini che la caratterizzano, sia una formalità a cui tentare di fornire un senso. O meglio una serie di sensi, con al centro il sublime lavoro umano in tutte le sue fasi. Il poeta modenese dà dunque vita a un "poema concettuale completo" come lo ha chiamato Manuel Cohen, legato all'universo dell'essere umano. Del resto è proprio questo il cuore della poesia di Rentocchini, protagonista di un documentario, "Giorni in prova. Emilio Rentocchini poeta a Sassuolo", realizzato nel 2006 da Daria Menozzi con musiche di Massimo Zamboni e la presenza di Edmondo Berselli e Gianni Mura. (s.l.)

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