In Accademia sei secoli di arte modenese
Da Lendinara a Franco Vaccari: sessanta dipinti e tre sculture provenienti dalle collezioni di Bper, Assicoop e Provincia
MODENA. Sono bastate 63 opere a Lucia Peruzzi, Francesca Piccinini e Luciano Rivi, curatori della mostra “Passaggi” al Palazzo Ducale di piazza Roma, per individuare “Tempi e geografie dell'arte a Modena dal Rinascimento alla globalizzazione”. Non importa la ricchezza delle collezioni di Bper Banca, Assicoop Modena& Ferrara, e Provincia, da cui i dipinti, ma anche tre sculture, sono stati selezionati. Il rigore della scelta, cui ha contribuito anche Mario Bertoni per quanto riguarda il periodo dal dopoguerra ad oggi, consente una riflessione sulle singole opere, nell'intreccio di legami culturali e creativi con i periodi storici in cui sono nate. «La mostra traccia - spiega Francesca Piccinini, direttrice dei Musei Civici - la mappa dei riferimenti culturali dei modenesi che hanno operato in sei secoli, tessendo rapporti non solo con artisti dell'ambito emiliano, in particolare Bologna e Ferrara, ma anche guardando a ciò che accadeva a Roma, Firenze e Venezia e, nel Novecento, in Europa, soprattutto a Parigi. “Passaggi” vuol dire cambiamenti, determinati dai modelli, dai centri con cui i nostri artisti hanno dialogato». Ma ci sono anche motivi affettivi, relazioni profonde con il Palazzo Ducale, sede dell'Accademia militare, che ospita la rassegna. Un palazzo che rimanda al Seicento, a Modena Capitale, ai Duchi Estensi che avevano l'orgoglio di mostrare agli ospiti la loro collezione d'arte, prima che questa venisse trasferita alla Galleria Estense. «La memoria - sostiene il comandante dell'Accademia, Generale di Divisione Salvatore Camporeale - passa attraverso l'arte, questa mostra che indica il fervore culturale in queste terre. E tra i compiti delle Forze Armate anche la protezione e la tutela dei beni culturali, anche nei territori dove esse operano per il mantenimento della pace». E ieri, all'inaugurazione, sono stati ricordati tre ex allievi dell'Accademia, cui sono dedicate le tre sale che ospitano l'esposizione: il maggiore dei bersaglieri Giuseppe La Rosa e il colonnello dei carabinieri Valerio Gildoni, decorati di medaglia d'oro al valore militare, e il capitano degli alpini Manuel Fiorito, medaglia d'argento. «Le scelta delle opere - dice Lucia Peruzzi, curatrice della collezione di Bper Banca - è collegata a chi ci ospita, perché tra gli artisti, modenesi e stranieri, ci sono pure quelli che hanno lavorato per i duchi. Modena è centro di cultura figurativa autonoma, solo in parte coincidente con quella di Ferrara. I Lendinara si affermano anche a Modena. Cristoforo, che ha relazioni con Piero della Francesca, è autore della raffinata anconetta “L'adorazione del bambino con San Bernardino” (1470 circa), che è la perla di questa esposizione». Nel Seicento il Ducato Estense ha un rapporto privilegiato con Bologna, non solo perché frequentata da artisti modenesi. Ai bolognesi venivano affidati lavori per la nostra città, allora capitale. Così spiccano alle pareti le opere dei Carracci, Guido Reni, il Guercino, Tiarini, Franceschini, ma pure di Bianchi Ferrari, Dalle Catene, Cavedoni, Lana, Desubleo, Stringa, Boulanger, Vellani, Giacomo Zoboli, Antonio Joli. Munari, con un percorso fino al Settecento. Dall'Ottocento alla prima metà del Novecento, tra metropoli e provincia, si collocano i dipinti della collezione Assicoop, dove figurano, tra gli altri, Adeodato Malatesta (S. Giovannino), l'autoritratto di Muzzioli, Graziosi (l'aratura), Masinelli (due pittori nello studio), Vellani Marchi (merlettaie buranelle), e pure Mauro Reggiani (sulle colline modenesi) e Prampolini (autoritratti) con opere figurative. E pure una scultura in marmo di Giuseppe Pisani e due nudi (bronzo) di Graziosi e Vittorio Magelli. Degli anni della sperimentazione, dal dopoguerra, che culmina con “libertà”, codice a barre, di Franco Vaccari, fanno parte Vecchiati (pagliaccio), Annovi, Trevisi, Spattini, Mattioli (la piena del Po) Pelloni, Guerzoni, Cremaschi, Della Casa, Manfredini, Candi, Mac Mazzieri, Bertarini, Valbonesi, Wainer Vaccari, Pipino, Chiesi, Benati e Mchela Lorenzi.
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