Branciaroli: al Fabbri di Vignola un mattatore per l’Enrico IV di Pirandello
Dopo il successo riscosso nelle passate stagioni giunge al Teatro E. Fabbri di Vignola il pirandelliano “Enrico IV” diretto e interpretato da Franco Branciaroli.
VIGNOLA. Dopo il successo riscosso nelle passate stagioni giunge martedì 8 dicembre al Teatro E. Fabbri di Vignola il pirandelliano “Enrico IV” diretto e interpretato da Franco Branciaroli, una produzione del CTB-Teatro stabile di Brescia e del Teatro degli Incamminati. Uno spettacolo quasi osannato dalla critica ma innanzi tutto dal pubblico, certamente un momento importante nella carriera di uno dei maggiori artisti italiani, da anni impegnato in una attenta ricerca sulla figura dell'attore e sulla sua posizione a cavallo tra realtà e finzione.
In questo senso, il testo pirandelliano rappresenta certamente una delle occasioni maggiormente emblematiche e nello stesso tempo più prodighe di sollecitazioni all'interno della nostra cultura teatrale, con lo sconfinamento nella sfera della follia ed in quella della messa in scena di tipo carnevalesco. La trama è celeberrima: un uomo cade da cavallo, battendo la testa, mentre partecipa ad una cavalcata in costume.
Indossa i panni di Enrico IV, imperatore di Germania, ed è quello che riterrà di essere, una volta ripresi i sensi. Da questo momento parrebbe vivere in una dimensione tutta sua, sprofondato nel medioevo e assecondato da una pietosa cerchia di amici e parenti che ha trasformato la sua villa in una reggia e lo incontra indossando costumi da cortigiano. Ad un tratto, però, l'uomo rinsavisce, senza che gli altri se ne accorgano, e può rendersi conto di come diversa sia la realtà e soprattutto differenti siano i sentimenti e i comportamenti della gente intorno a lui. Il finale è quasi un thriller, con l'amarissima conclusione che dimostra come Enrico rimanga vittima non solo della follia, prima vera e poi cosciente, ma soprattutto dell'impossibilità di adeguarsi ad una realtà che sembra non volerlo più e che lui stesso non può più accettare.
Descritto minuziosamente da Pirandello, l'innominato protagonista - se non col nome fittizio - è caricato di significati da una grandissima prova d'attore di Branciaroli, mattatore sulla scena disegnata da Margherita Palli, con le luci di Gigi Saccomandi. Assieme a lui, sul palco sono Viola Pomaro, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Valentina Violo, Tommaso Cardarelli, Giovanni Battista Storti, Sebastiano Bottari, Mattia Sartoni e Andrea Carabelli. La realtà e la finzione, la ragione e la follia, il sarcasmo e la tragedia più profonda restano peraltro i veri protagonisti di questa spettacolo animato di un che di minaccioso per l'ordine costituito per l'impossibilità di arrivare ad una razionale soluzione dei dilemmi in esso proposti.
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