Gazzetta di Modena

Cornacchione a Modena: "Gag e surrealtà che hanno conquistato Parigi"

di Nicola Calicchio
Cornacchione a Modena: "Gag e surrealtà che hanno conquistato Parigi"

L’attore presenta “Ieri è un altro giorno” al Michelangelo di via Giardini a Modena. La commedia, firmata da Meyniac e Cros, vincitrice del Premio Moliere 2014

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MODENA. A Parigi è stato uno dei più grandi successi delle ultime due stagioni teatrali, ha sfiorato le quattrocento repliche ed ha vinto il Premio Molière 2014. “Ieri è un altro giorno”, travolgente commedia francese di Sylvain Meyniac e Jean François Cros, va in scena l'8, il 9 e il 10 dicembre, al Teatro Michelangelo. Ne sono protagonisti Gianluca Ramazzotti, Antonio Cornacchione, Milena Miconi, insieme con Biancamaria Lelli, Antonio Conte e Alessandro Sampaoli. Abbiamo chiesto ad Antonio Cornacchione come ci farà ridere questa volta.

«La vicenda - spiega - è ambientata in un importante studio legale ed è piena di colpi di scena. Sul punto di concludere la causa più importante della sua vita, Pietro (Ramazzotti), un avvocato freddo e rigido, ossessionato dalle sue manie e dai suoi principi, si trova obbligato a dividere una lunghissima giornata con l’individuo più incredibile e più imprevedibile, che sono io, in cui mai si sia imbattuto. Un incontro improbabile che cambierà la vita di entrambi. Una giornata, strana, assurda, dove niente va come previsto, niente è prevedibile, dove tutto è possibile e tutto può accadere».

A Parigi la commedia ha avuto grandi consensi.

«Il bello è che le repliche si sono svolte tutte a Parigi. Un successo che neppure i musical riescono ad avere. Fino ad adesso abbiamo visitato per lo più alcune città di provincia e la commedia è piaciuta. Vedremo come le grandi città accoglieranno questo lavoro. Il bello di questa commedia è che è stata provata sul campo visto che l'ha ideata proprio un attore della compagnia».

È stata definita commedia solida e moderna dai risvolti incredibili.

«È proprio così. La storia si svolge in uno studio di un avvocato supermaniaco che vuole controllare tutto, poi gli arriva questo strano personaggio che in realtà può vedere solo lui, un personaggio che non è in carne ed ossa. Poi c'è un'altra particolarità che caratterizza il mio ruolo: io ho la capacità di far tornare indietro il tempo. Queste due condizioni sono quelle attorno cui si sviluppa principalmente il tema comico della commedia».

Ci avevi abituato ai monologhi qui invece lavori in gruppo.

«Ho fatto dieci danni di monologhi e sentivo il bisogno di lavorare con gli altri. Questa è una bellissima commedia e sono affiancato da bravissimi attori».

È difficile fare satira oggi?

«Gli spazi in televisione si sono un po' ristretti e anche il pubblico si è assuefatto. Credo però che gli spazi ci siano e ci saranno sempre. Però oggi, a parte Crozza, bisogna constatare che nei programmi televisivi c'è poca satira politica».

Meglio il teatro o la televisione?

«Nel teatro c'è il riscontro immediato da parte del pubblico mentre in tv bisogna aspettare il giorno seguente per sapere come è andata. Comunque l'applauso è la cosa più gratificante per chi fa questo mestiere».

Oramai sei di casa al Michelangelo.

«Ritorno con piacere a Modena dove sono stato anche lo scorso anno con un'altra commedia che era stata accolta molto bene. Quando ci si ferma in una città per tre giorni si impara ad amarla e Modena ha tante qualità per farsi amare, partendo dai luoghi culturali. Inoltre, c’è un pubblico caldo e molto attento. È come tornare nel giardino di casa».

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