Giulia dà colore all'angoscia
Alla Galleria Europa esposti gli acquerelli recenti di Tognetti
MODENA. Forte e spaziante è lo scavo nella condizione umana, a tutti i livelli, che Giulia Tognetti affronta con la sua pittura presentata, fino al 30 dicembre, alla Galleria Europa, in piazza Grande. Nella nuda e trepida scansione degli aspetti del buio, del vuoto, del silenzio, l'artista modenese, che vive a Pavullo, fa fluire la figura umana che non assume mai compiutezza di immagine, ma si offre in una sorta di deformazione che nega qualsiasi apparenza di positività. Nemmeno la levità dell'acquarello è in grado di attutire il carattere assurdo e tormentato della figura che ha spesso connotazioni femminili. Evidenti gli accenti di accorata drammaticità delle immagini che non possono essere messi in ombra, in quanto la decantazione espressiva attraverso la pittura ad acqua non si risolve in una dimensione consolatoria. Si tratta degli ultimi esiti della ricerca dell'artista che procede con immediatezza compositiva, mai priva di lavoro di penetrazione nelle diverse esistenze. Si nota in questi dipinti su carta una maggiore intensificazione di pathos, di motivi inquietanti, rispetto alle opere precedenti. Il colore si fa macchia, quasi ad indicare ombre del male e del mistero che risiedono in indistinti frammenti di creature pensose, affrante, in una sorta di crocifissione laica. Sono «lacerazioni immesse in una trama espressiva, compassioni nel senso antico - sostiene Paolo Donini che ha presentato la mostra - di percezioni del dolore-altro e latente: solezza, fisicità martoriata che si fa verso di noi o ci volta le spalle, orfana della sua prova di cui attesta il perimetro, il “vacuum”, il corpo bucato». Prevale non solo il motivo della fatalità ma anche della sopraffazione e della violenza quale componente ineliminabile dell'agire individuale e collettivo, tanto che Donini parla anche di «umanesimo sociale che non si esterna in cronaca ma si apre in piaghe acquarelette». Piaghe, di continua tensione informale, che costuiscono un singolare itinerario attraverso un'amarezza di fondo, un velo di lacrime, il dolore e la sofferenza, vissuti come tensioni e conflitti interiori. Una dinamica conoscitiva, impetuosa e continua, che sembra denunciare il processo di “cosificazione”, dell'essere umano, capace ancora di gridare la sua rivolta. L'arte diventa per la Tognetti modello di riferimento per la sua esperienza di poeta.
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