Gazzetta di Modena

“Lingua Madre”, a Vignola la poesia di Emilio Rentocchini

“Lingua Madre”, a Vignola la poesia di Emilio Rentocchini

Nella sala dei Grassoni della Rocca di Vignola, Emilio Rentocchini presenta il libro “Lingua Madre” (Incontri Editrice). Dialoga con l'autore Roberto Alperoli

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VIGNOLA. Stasera 22 dicembre, alle 20.45, nella sala dei Grassoni della Rocca di Vignola, Emilio Rentocchini presenta il libro “Lingua Madre” (Incontri Editrice). Dialoga con l'autore Roberto Alperoli, al flauto Valentina Maroccolo che presenterà un repertorio di musiche natalizie.

“Lingua madre” raccoglie le poesie delle raccolte Otèvi (1994), Segrè (1998), Ottave (2001), Poediànt (2004), Giorni in prova (2005), Stanze di confine (2014). In tutto 256 ottave che Emilio Rentocchini ha composto nell’arco di più di vent’anni, utilizzando il dialetto di Sassuolo e una gabbia metrica che rimanda al Boiardo e all’Ariosto, straordinari poeti della sua terra. Ciascuna poesia è accompagnata dalla traduzione in italiano, una variante autosufficiente e persuasiva. La forma chiusa, o meglio schiusa, caratterizza ogni componimento: ma all’autore la vita stessa appare una formalità, a cui tentare di dare senso.

E proprio questo, sembra volerci dire Rentocchini, è il sublime lavoro dell’uomo. Senza dimenticare che in una terra di nessuno, in cui si vaga perplessi, la forma può diventare sostanza, argine ideale a cui tenersi. A differenza della tradizione maggiore, le ottave di Rentocchini non sono narrative, ma se si leggono, come qui, nella loro completezza, si compongono in una sorta di poema concettuale che racconta e spiega un uomo e il suo universo.

Emilio Rentocchini è considerato uno dei più importanti poeti italiani contemporanei. Ha pubblicato, tra l’altro, le raccolte Ottave (Garzanti, 2001) Giorni in prova (Donzelli, 2005) e Del perfetto amore (Donzelli,2008). Sulla sua vita la regista Daria Menozzi ha girato il film “Giorni in prova. Emilio Rentocchini poeta a Sassuolo” per Vivofilm, Roma, 2006. 

Rentocchini (1949) è nato e vive a Sassuolo, la capitale delle piastrelle, un luogo che sul piano ambientale non è il migliore possibile ma “Sassuolo sono io” ha detto il poeta in un’intervista, nel senso che la sua poesia nasce da lui come le piastrelle nascono da Sassuolo, cioè duramente, ma con eleganti levigature. La particolarità del suo lavoro, fino al 2005, era la scrittura in ottave, la classica forma dell’Orlando Furioso. L’autore scriveva in dialetto e poi egli stesso traduceva in italiano, ma in modo originale, come se scrivesse una nuova poesia, questa volta, in lingua. Giovanni Giudici scrisse, recensendo “Ottave” sul Corriere della Sera, che si trattava di vere “varianti”, cioè due scritture diverse e complementari.

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