Costruire il Tempio: l’omaggio di Carpi al Duomo di Peruzzi
CARPI. Di eccezionale bellezza il progetto di Baldassarre Peruzzi per il Duomo di Carpi, i cui inizi dell'edificazione risalgono al 1515. Lo dice anche Giorgio Vasari nelle “Vite”
CARPI. Di eccezionale bellezza il progetto di Baldassarre Peruzzi per il Duomo di Carpi, i cui inizi dell'edificazione risalgono al 1515. Lo dice anche Giorgio Vasari nelle “Vite”, quando scrive che l'architetto innovatore “fece ancora... il disegno e il modello del Duomo di Carpi che fu moto bello e secondo le regole di Vitruvio con suo ordine fabbricato”. Committente il principe Alberto Pio che voleva fare di Carpi una nuova città che si caratterizzasse con l'immensa piazza, in fondo alla quale doveva sorgere una chiesa, la cui pianta richiamava la Basilica di San Pietro. Dieci anni di lavoro, per poi subire una lunga battuta d'arresto. Nel 1525 i Pio non erano più signori di Carpi e tutto si fermò. Le absidi e il transetto erano già stati impostati. «Ma occorrerà attendere 80 anni - dice Manuela Rossi, direttrice del Museo di Carpi - per riprendere il cantiere che porterà l'edificio a svilupparsi in modo diverso dalla concezione dell'architetto senese». Il progetto originale subiva trasformazioni, perché i nuovi dominatori, i duchi di Ferrara, non erano disponibili, anche per ragioni politiche, ad impegnare, nel XVII secolo, notevoli risorse economiche che l'imponente costruzione richiedeva. Una Cattedrale che con gli interventi, nel 1883, di Achille Sammarini assumerà connotazioni strutturali molto distanti dalle “belle invenzioni” di Peruzzi. Invenzioni che il famoso architetto, ritenuto “uomo universale” al pari di Raffaello (dopo la morte del maestro urbinate, assumerà a Roma l'incarico di coadiutore della Fabbrica di San Pietro) aveva espresso in disegni di rigorosa qualità grafica e nel modello ligneo rimasto, fino al 1630, con grande ammirazione dei viaggiatori del tempo, in una delle cappelle della chiesa, da dove gli Estensi lo portarono via.
E per festeggiare i cinque secoli della fondazione del Duomo, si è voluto andare alla ricerca di quel meraviglioso progetto di Peruzzi, con la mostra “Costruire il Tempio”, a cura di Andrea Giordano, Manuela Rossi e Elena Svalduz, sostenuta dal Comune, dalla Diocesi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. La rassegna, che resterà aperta fino al 6 gennaio, «intende richiamare l'attenzione sullo speciale connubio che si è venuto a creare nel 1500 tra la città di Carpi e altri insigni centri culturali, religiosi e politici del tempo, quali Roma e Parigi, presentando - sostiene il vescovo Francesco Cavina - il valore storico e artistico della Cattedrale e l'originalità dei processi costruttivi che portarono Carpi a proiettarsi al di fuori del propri confini e confrontarsi con il mondo del tempo». Cinque le sezioni della mostra, e nella seconda si può ammirare la ricostruzione in 3 D del modello di Peruzzi, di cui non si ha più traccia. E questa straordinaria modellazione virtuale realizzata, attraverso disegni antichi e nuova tecnologia, da una équipe di storici dell'architettura e ingegneri dell'Università di Padova, si pone in rapporto a due rari modelli in legno del Cinquecento: uno del Duomo di Vigevano e l'altro per la facciata della Cattedrale di Reggio Emilia. L'approfondita ricerca storica permette al visitatore di scoprire le lettere di Alberto Pio e i progetti di Peruzzi, autore anche del dipinto “La danza di Apollo e delle Muse”. Coinvolgente il percorso, passando dal video “Costruire la città” ai progetti dell'architetto toscano per edifici sacri, ponendo l'accento sui possibili rapporti tra il progetto per il Duomo di Carpi e quello di S. Pietro, preparato da Raffaello; da materiali architettonici d'epoca per la fabbrica del Duomo, dopo l'abbandono del modello peruzziano, al restauro ottocentesco, con ridecorazione, di Sammarini.
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