Daniel Spoerri, Tassoni il Duomo di Carpi: mostre da non perdere
Alla Civica ultimi giorni per l’artista delle stoviglie usate L’autore della Secchia Rapita protagonista ai Musei civici
MODENA. Ci sono mostre, aperte tra Modena e Carpi, su cui vale la pena soffermarsi perché rappresentano quanto di meglio il nostro territorio offra in termini artistici. Appuntamenti che, a nostro parere, svettano anche su altri magari più pubblicizzati e dai costi maggiori. La palma d'oro al momento va assegnata alla complicata, ma ben curata da Andrea Giordano, Manuela Rossi ed Elena Svalduz, “Costruire il tempio. Alla ricerca del progetto di Baldassarre Peruzzi per il Duomo di Carpi”. Si visita fino al 6 gennaio e la si può considerare complicata perché espone quasi solo disegni e modelli architettonici, originali e virtuali, pur raccontando una storia bellissima. La Collegiata di Carpi, poi Duomo, come la vediamo oggi non è quella - grandiosa - pensata dal signore Alberto III Pio nel 1525. Quel progetto venne affidato al noto architetto e pittore Peruzzi che realizzò un modello ligneo (perduto) e disegni tanto che Vasari magnificò “Il Duomo di Carpi che fu molto bello e secondo le regole di Vitruvio”. Oggi noi ne vediamo un completamento ottocentesco e la mostra, divisa in 5 sezione, ben racconta i tre secoli di costruzione: da anni il Museo civico si incarica di riflettere, attraverso mostra sulla storia dei suoi monumenti, prima il castello dei Pio e ora appunto la principale chiesa ancora alle prese con il post terremoto. Di estrema qualità, internazionale, è la rassegna dedicata a Daniel Spoerri ospitata dalla Civica di Modena nelle due sedi di palazzo Santa Margherita e Palazzina Vigarani. “Eat art in transformation” - visibile fino al 31 gennaio e a cura di Susanne Bieri, Antonio d'Avossa e Nicoletta Ossanna (la volle a Modena l'ex direttore Marco Pierini - è importante perché mette permette al visitatore di comprendere bene l'intera parabola artistica dell'ormai anziano artista rumeno-svizzero Spoerri. In mostra opere del primo periodo, legato alla rivista “Material” poi imultipli cinetici, i celebri tableaux-pièges e altri lavori recenti. Infine, ai Musei civici di Modena, c'è “Alessandro Tassoni. Spirito Bisquadro” a cura di Grazia Biondi e Cristina Stefani, interessante fin dal titolo desunto da parole dello stesso intellettuale modenese celebrato a 450 anni dalla nascita. Da apprezzare anche l'allestimento e soprattutto l'esposizione di capolavori librari quasi mai visibili perché troppo delicati.
Stefano Luppi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
