Gazzetta di Modena

MOSTRA ALAL TORRE CIVICA DI MEDOLE

Edi Brancolini, un viaggio nella storia dell’uomo

Edi Brancolini, un viaggio nella storia dell’uomo

MEDOLE. Ha carattere antologico la mostra di Edi Brancolini che il Comune di Medole (Mantova) ha voluto organizzare, fino al 26 gennaio, nella Torre Civica, . L'arte è continua forma di conoscenza...

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MEDOLE. Ha carattere antologico la mostra di Edi Brancolini che il Comune di Medole (Mantova) ha voluto organizzare, fino al 26 gennaio, nella Torre Civica, . L'arte è continua forma di conoscenza per il pittore carpigiano che sa trovare relazioni con il mondo e la storia, non rinunciando mai alla riflessione, ad una misura mentale di cui si connota ogni sua opera. E in mostra ce ne sono 60, partendo dal ritratto di "Mia madre" del 1983. Un tributo di affetto per la genitrice, ora novantenne, per la quale è sempre forte l'ammirazione contemplativa, la stessa che Brancolini porta alla sue creature, elevate spesso in una sfera superiore, quasi per allontanarle dalla caducità della natura umana che esse avvertono nella condizione di solitudine, di malinconia, di vanità (Narciso alla fonte; specchio delle mie brame), di crocifissione (la moneta del giusto), di deposizione anche laica. E "Il vaso di Pandora", titolo della mostra, è emblematico della scoperta dei tanti mali del mondo affrontati dall'uomo al quale l'artista fa recuperare la speranza, per cui le vicende vengono trasfigurate, condotte a metamorfismo, e acquistano cadenze nuove in un giocoso e ironico impianto compositivo che configura immagini di rigogliosa bellezza. Si assiste a spostamenti di scena, all'intrecciarsi di storie differenti, accostamenti azzardati, ad una simultaneità dilatante di visione di un campionario umano, visto in una dimensione mitica (Dafne, Giove e la ninfa Io, Prometeo) o religiosa (Mater creatorum), di purezza (il viaggio di Tobia) o di peccato (amor sacro e amor profano, l'ape regina), di felicità o di amarezza, di sentimento triste e precario del presente, o di certezze e di esempi del mondo degli antichi.

La sua opera manifesta molti aspetti segreti del nostro esistere di oggi, anche quando Brancolini tesse incontri in una sfera che attiene uno spazio di maggiore libertà, con eventi remoti, di immaginario mitico, rivissuti nell'incontro tra memoria e coscienza. L'artista è alla ricerca di modelli esemplari e la sua "pittura vive direttamente all'interno della storia dell'arte. La mitologia classica, le fonti bibliche e la vita del Cristo, il tema della pedofilia e la vanitas artistica - sostiene Fabrizio Migliorati curatore, con Paolo Capelletti e Luca Cremonesi, della mostra - sono le concrezioni di uno stile che balena di luci rinascimentali, neoclassiche, preraffaellite, nazarene, romatiche, fino a giungere ad un simbolismo estremamente personale e contemporaneo che nega ogni passatismo per ribadire la supremazia della storia dell'arte, l'unica vera tradizione italiana alla quale dobbiamo riferirci". Ecco perché la sua pittura si pone come un esercizio altissimo del "fare", con un linguaggio di contemplata fermezza che ne garantisce l'eccellenza e l'elevatezza. Non a caso troviamo sulla copertina del catalogo l'immagine del quadro "Homo faber", indicando che il bisogno conoscitivo passa attraverso rigorose tecniche che garantiscono la buona realizzazione dell'opera. (m.f.)

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