Gazzetta di Modena

Partita della Stella, alla fine ha vinto il cuore di Modena

Partita della Stella, alla fine ha vinto il cuore di Modena

Oltre duemila “mattoncini” di solidarietà. Ieri sera il PalaPanini si è tinto di festa per la “Partita della Stella”. Giunta alla terza edizione, la manifestazione è stata organizzata per il Caritas Baby Hospital di Btlemme. Più di 2 mila persone hanno affollato le tribune del PalaPanini per veder giocare politici e campioni dello sport

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MODENA. Oltre duemila “mattoncini” di solidarietà.Il PalaPanini si è tinto di festa per la “Partita della Stella”. Giunta alla terza edizione, la manifestazione è stata organizzata per il Caritas Baby Hospital di Betlemme.

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All’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania andranno i 24mila euro raccolti e il ricavato dell’asta benefica. «È un “mattoncino” - ha ammesso Angelo Lorenzetti, allenatore della Dhl Modena - ma per una causa importante».

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Il tecnico ha guidato, tra gli altri, anche Stefano Bonaccini. «Da modenese e da emiliano - ha spiegato il presidente dell’Emilia Romagna, ieri a segno - è importante la solidarietà. Siamo abituati a non lamentarci e a rimboccarci le maniche: stiamo bene se aiutiamo a stare bene gli altri». Con questo spirito hanno partecipato campioni di ieri e di oggi. L’anello di congiunzione era Luca Toni, campione del mondo del 2006 con l’Italia e attuale punta del Verona.

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«Sono di Modena - ha detto l’attaccante di Stella di Serramazzoni - e mi fa piacere tornare in città. Basta poco per realizzare tanto». La punta è stato attorniato da centinaia di bambini a caccia di un autografo sul taccuino o su un album di figurine. «Luca, ti ricordi di me?», ha detto un uomo. «Veramente no», ha risposto l’attaccante. «Ti allenavi nella scuola calcio di via Newton. Ero il tuttofare», ha replicato l’uomo, Giancarlo Baraldi. «Era uguale - ha detto dopo Baraldi - ricordo di un video in cui c’era l’allenatore, Mauro Melotti, che lo sgridava perché aveva sbagliato un calcio di rigore».

C’è un altro aneddoto da un’altra disciplina. A raccontarlo è Lorenzetti. «In questo spogliatoio - ha riconosciuto il tecnico prima di “arringare” gli atleti - Modena Volley ha vinto l’ultimo scudetto. Tra i giocatori c’era Vigor Bovolenta. Bovo continua a far parte della mia vita. Iniziative come queste ricordano che l’importante non è ricevere, ma dare».

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Un messaggio che è passato da una disciplina all’altra. «Prendiamo parte a questi eventi - ha ripreso Cristian Zaccardo, ex compagno di Toni al Palermo e in Nazionale, oggi capitano del Carpi - anche se abbiamo poco tempo a disposizione. Speriamo di raccogliere più fondi dello scorso anno». Toni e Zaccardo hanno dato vita a un “testa a testa” a distanza.

«Mi piacerebbe che il Modena salisse in serie A - ha detto il serramazzonese - ma prima penso a salvarmi con il Verona. Se anche il Carpi non retrocede tanto meglio». «Avere un altro derby in serie A con il Modena - ha ripreso il formiginese - sarebbe da fantascienza. Anche la promozione lo scorso anno del Carpi sembrava difficile.La salvezza? Sarà difficile da cogliere».

Chi è partito dallo sport per parlare di solidarietà è stato il sindaco. «Ancora una volta Modena mostra di essere solidale - ha detto Gian Carlo Muzzarelli - questo è un segnale che c’è una sola strada che porta all’integrazione. Quando smettiamo di percorrerla ce n’è purtroppo un’altra». Il sindaco non ha giocato, mentre per Tommaso Rotella è stato un bis dopo la presenza dello scorso anno. «Il territorio modenese è solidale», ha detto l’assessore alle Attività economiche. «Partecipiamo con entusiasmo», ha detto il tecnico del Carpi, Fabrizio Castori.

«Un messaggio da tutti gli sport» per Eusebio Di Francesco, allenatore del Sassuolo. «Non esistono discipline minori - ha garantito Giulio Guerzoni, assessore allo Sport - ma discipline più o meno conosciute». Tra i volti nuovi anche Francesco Messori, anima della Nazionale amputati. «Per me è la prima volta - ha concluso il giovane - è importante esserci».

Gabriele Farina

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