Così Franco Di Pede racconta la sua Matera
Nelle Cantine degli Scolopi di Fanano esposte fotografie, sculture e collage dell’artista 78enne
FANANO. Stabilisce una sorta di gemellaggio culturale tra Matera e Fanano la mostra di Franco Di Pede, fino al 31 gennaio, nelle Cantine degli Scolopi. Una rassegna variegata, con immagini fotografiche, sculture in tufo, collage, graffiti che danno la dimensione dell'amore che il settantottenne artista ha portato e porta alla sua Matera che, grazie anche al suo lavoro, viene riconosciuta nel suo valore d'arte e di storia, tanto che nel 2019 sarà capitale europea della cultura, ma già nel 1993 la città dei sassi veniva proclamata patrimonio mondiale Unesco.
Quanto sia stato intenso e partecipato l'interesse di Di Pede per i sassi, la conservazione dei rioni materani, lo dice anche l'esposizione a Fanano, organizzata da Daniele Sargenti, già a capo del Simposio di scultura in pietra. Nelle Cantine degli Scolopi sono esposte 35 immagini del libro "Sassi e secoli", ristampato nel 1986, di Raffaele Giura Longo (foto e didascalie di Di Pede), che portano alla luce il problema del recupero della bellezza particolare che sassi, chiese e altri luoghi racchiudevano in sé anche in passato, e per i quali c'era troppa indifferenza. Inoltre piccole sculture in tufo recano i segni delle cave, forme strutturate spesso in geometrie, che richiamano l'architettura della città; collage, con pezzi di cartoni colorati, su tela anche di grandi dimensioni, risalenti anni anni Ottanta, con richiami all'abbandono, all'incuria di un luogo di straordinario fascino; segni astratti connotano cartoncini e lastre di tufo; video fanno vivere gli incanti della città e della casa-laboratorio dell'artista ricavata in una cava.
In tutta la sua attività, dalla pittura all'arredamento, dalla fotografia all'architettura, dalla scultura al design e alla storia locale, Di Pede ha sempre delineato un'arte di valore di senso, di meditazione e di comunicazione di un progetto che avesse a cuore la sua terra. "Ha adoperato un linguaggio di sintesi per rappresentare - ha scritto il critico francese Pierre Restany - una realtà geografica, geologica, un'emblematica naturale che è la caratteristica della sua terra... I personaggi come Franco sono sempre più rari. Nella giusta fedeltà, nel giusto amore, costante, reso alla terra, alla propria terra, risiede la giusticazione di un'esistenza e di uno sfogo vitale". Un impegno evidenziato anche nel 2000 "quando Di Pede - ricorda Sargenti - inviò a Fanano, al Congresso Internazionale sui Simposi e Parchi di Scultura in Europa, una comunicazione che portò alla luce la splendida realtà di Matera, i suoi sassi, le cave di tufo, e raccontava la passione immensa di un uomo per la propria città. Ci siamo incontrati in luglio scorso a Matera e l'artista ha palesato ammirazione per Fanano e i suoi simposi, i laboratori di scultura con le Università". Un disponibilità ad intraprendere pure un percorso comune, per intrecciare storie tra Matera e Fanano. Ed ecco che agli inizi di dicembre scorso il "percorso" si è fatto concreto, pavimentando con lastre (cm 40x40) di tufo di Matera e di pietra di Fanano un tratto di strada che da piazza Duomo porta ai borghi del paese. E' come cementare un'amicizia. Di Pede che dal 1964 ha aperto lo "Studio di Arti Visive" nella città nuova, è pronto a scambi tra artisti. "Abbiamo imbastito - rivela Sargenti - idee per quattro o cinque esposizioni e per uno stage di scultura su tufo con gli studenti della Scuola Superiore di Architettura di Strasburgo". Della mostra a Fanano, che all'inaugurazione ha visto la presenza persino del sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, sarà realizzato un catalogo.
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