Gazzetta di Modena

Con la Gazzetta il viaggio di Rumiz e Scillitani

Con la Gazzetta il viaggio di Rumiz e Scillitani

In edicola domani con il giornale il dvd del film sulla Grande Guerra “24 maggio 1925. Diario di trincea”

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Dopo il successo del film “L'Albero tra le Trincee” e della serie “Paolo Rumiz racconta la Grande Guerra”, Alessandro Scillitani e Paolo Rumiz tornano ad affrontare il tema del primo conflitto mondiale, in un film che restituisce in modo puntuale la dimensione del viaggio. Il film, intitolato “24 maggio 1925 Diario di Trincea”, sarà in edicola domani con il nostro giornale (e quelli del gruppo). Si tratta di un racconto che parte da Trieste e attraversa i luoghi del fronte italo-austriaco dal Carso al Piave, dall'Ortigara alle Dolomiti, dal Pasubio all'Adamello. Un modo inedito di raccontare il fronte, attraverso sensazioni sul campo, senza troppe spiegazioni, lasciandosi percorrere dalle emozioni suscitate dal viaggio tra le memorie di chi racconta e la suggestione di luoghi straordinariamente belli e struggenti. “Diario di trincea” è un film “on the road”, fatto di appunti e atmosfere raccolte sul campo, camminando tra le trincee, lasciandosi cogliere dall'emozione per la bellezza di certi paesaggi, e raccogliendo piccole grandi storie, attraverso gli incontri e le riflessioni. Si incontra il Generale Bruno Petti, che accompagna Rumiz dapprima nei luoghi della disfatta di Caporetto, poi nella Carnia e nei luoghi della leggendaria Guerra Bianca. Roberto Tessari, racconta storie del Piave e di Hemingway. Roberto Todero mette in luce storie del Carso, di Randaccio e delle storie dei luoghi delle terribili morti in trincea. Un film fatto di incontri, dunque, ma anche denso di note scritte da Paolo Rumiz, appunti di viaggio e riflessioni che mettono in luce aspetti inediti dell'Italia di ieri e di oggi. «Il film è un viaggio tra l'oggi e ieri ma è molto attuale - spiega Alessandro Scillitani - In realtà è un viaggio cronologico nello spazio e non nel tempo per cui si parte da Trieste, il luogo natale di Rumiz che è anche il posto che crea uno sguardo inedito sulla prima Guerra Mondiale. Le zone di Trieste quando è scoppiata la guerra faceva ancora parte dell'impero austro-ungarico.Trieste è stata una specie di terra di mezzo. Da lì ci siano spostati prima sul Carso, poi nelle zone della Carnia per arrivare in Veneto dove si sono conbattute le ultime battaglie che non vengono raccontate in termini cronologici ma attraverso un fil-rouge spaziale che ci porta fino a quelle vette della Guerra Bianca. Quelle dell'Adamello, che hanno uno sguardo paesaggistico straordinario e che sono state teatro di tante carneficine inutili e tragiche». «Un film - conclude Scillitani - fatto anche da testimonianze orali e noi siamo molto attenti a quelli che definiamo i custodi della memoria. Molto spesso questi testimoni sono persone legate ai combattenti della Prima Guerra Mondiale, ma anche semplicemente persone che hanno deciso di conservare la memoria di quei conflitti in modo da lavorare per la pace».

Nicola Calicchio

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