L'ossessione di Greta: anteprima al Teatro Nero di Modena
Stasera, 9 gennaio, alle 21 (con repliche alle 17 e alle 21 di domani, domenica 10 gennaio), al Teatro Nero di via Bolzano 31, anteprima nazionale dello spettacolo “L'ossessione di Greta” di Barbara Brugnatti con gli attori...
MODENA. Stasera 9 gennaio, alle 21 (con repliche alle 17 e alle 21 di domani domenica 10 gennaio), al Teatro Nero di via Bolzano 31, anteprima nazionale dello spettacolo “L'ossessione di Greta” di Barbara Brugnatti con gli attori Marco Paoli e Rita Azzone e la danzatrice Diletta Brancatelli. “L’ossessione di Greta” è un racconto d’amore, un amore forte. Tratto e ispirato al libro “Romanzo d’Amore Malato” racconta del rapporto ossessionato e dolciastro tra Greta e Adam, passando e sfuggendo dai dogmi della coppia e degli amanti. Greta è una scrittrice, turbolenta, indipendente, volubile, sensibile, intelligente, bella e particolarmente cinica. Si porta dietro il suo passato, come fa Adam, l’uomo che si innamora di lei, più volte e perdutamente. È abituata a consumare i rapporti e a farsi consumare.
Greta non crede all’amore nonostante voglia poterlo fare, ha già compreso che l’amore non è per tutti e soprattutto non sempre capita nel modo giusto e nel momento giusto. La sua storia comincia con una fuga dopo che l’uomo che frequenta da qualche tempo le confessa di amarla. Cominciano così tra i due una serie di fughe e ritorni, in momenti e modi sbagliati che non fanno altro che consumarli sempre di più, perché ciò che desideri ardentemente non è sempre ciò che fa per te. I protagonisti lottano ardentemente tra la voglia di possedersi e la consapevolezza di non saper stare insieme, a modo loro si amano come esseri imperfetti.
Due personaggi che non vogliono perdersi ma che in realtà non sanno come tenersi. E se lo dicono, se lo urlano, se lo raccontano con carezze graffianti e con lampi di puro amore. In mezzo a loro l’eros che non molla che sta lì in agguato a ricordare ai protagonisti che siamo fatti di carne e sangue. Siamo fatti della stessa sostanza del desiderio. La danza che serve da prologo, commento ed epilogo di una “non tragedia d’amore e sensi”. La danza che muove i corpi a seconda del loro sentire che li conduce là dove si ferma la parola. La parola che si spezza, si innalza a sintesi della storia di un amore diverso e allo stesso tempo identico a tutti gli amori veri, che vivono al di fuori dei recinti del fisico e della mente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
